5 maggio 2010

Prima Circoscrizione: consultazione per nome nuova Piazza

Prima Circoscrizione Santo Spirito – Palese
Via G. Priolo 2, 70128 Bari Palese – fax 0805776041
Palese, 03/05/2010
OGGETTO: CONSULTAZIONE PER LA DENOMINAZIONE DELLA NUOVA PIAZZA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE

AI DIRIGENTI SCOLASTICI
DELLE SCUOLE DELLA PRIMA CIRCOSCRIZIONE

EGREGI DIRIGENTI SCOLASTICI,
È INTENZIONE DELLA PRIMA CIRCOSCRIZIONE FORMULARE ALL’ASSESSORATO COMPETENTE UNA PROPOSTA DI DENOMINAZIONE PER L’ERIGENDA PIAZZA CIRCOSCRIZIONALE CHE OSPITERÀ LA NUOVA SEDE DELLA PRIMA CIRCOSCRIZIONE PALESE SANTO SPIRITO.
A TAL FINE, LA COMMISSIONE CIRCOSCRIZIONALE AGLI AFFARI GENERALI, PER RENDERE EFFETTIVA LA PIÙ AMPIA PARTECIPAZIONE DELLA COMUNITÀ CIVILE LOCALE, HA RICHIESTO UNA CONSULTAZIONE DEGLI STUDENTI DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI CHE HANNO SEDE NELLA PRIMA CIRCOSCRIZIONE.
CIASCUNA SCUOLA POTRÀ INDICARE ALLA CIRCOSCRIZIONE, PREVIA CONSULTAZIONE DELLA PROPRIA POPOLAZIONE STUDENTESCA, DA ATTUARE NELLE FORME E NEI MODI CHE VORRÀ, UNA “ROSA DI NOMI” (DA UNO A TRE NOMI PER OGNI ISTITUZIONE SCOLASTICA).
LE PROPOSTE – CHE POTRANNO RIGUARDARE NOMI DI PERSONAGGI LEGATI ALLA STORIA E ALLE TRADIZIONI DI PALESE (OVVERO DELL’INTERO TERRITORIO CIRCOSCRIZIONALE), OPPURE NOMI COLLETTIVI, O NOMI ASTRATTI – DOVRANNO ESSERE PRESENTATE ENTRO IL 28 MAGGIO 2010 PRESSO GLI UFFICI CIRCOSCRIZIONALI, ANCHE A MEZZO FAX, E DOVRANNO ESSERE CORREDATE DA CONCISE MOTIVAZIONI PER CIASCUN NOME PROPOSTO E DALL’EVENTUALE INDICAZIONE DI UNA GRADUATORIA TRA I NOMI PROPOSTI (SULLA SCORTA DEL MAGGIORE GRADIMENTO E/O CONSENSO OTTENUTO DA CIASCUN NOME NELLA CONSULTAZIONE DELLA PROPRIA POPOLAZIONE STUDENTESCA).
TRA LE PROPOSTE PERVENUTE, GLI ORGANISMI CIRCOSCRIZIONALI SELEZIONERANNO, NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE E SULLA SCORTA DI EVENTUALI ULTERIORI VALUTAZIONI E/O CONSULTAZIONI, IL NOME DA PROPORRE PER LA PIAZZA.
NEL RINGRAZIARE DELL’ATTENZIONE, PORGIAMO DISTINTI SALUTI

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AFFARI GENERALI Antonio De Stasio
IL PRESIDENTE DELLA CIRCOSCRIZIONE Erio Di Liso

3 maggio 2010

Morso da cane randagio? Paga il Comune


Con la sentenza n. 10190 depositata il 28 aprile 2010 la Corte di cassazione ha stabilito che l’ente locale deve risarcire la persona che ha subito danni per aggressione di un cane randagio. In ogni caso, ha aggiunto la Corte, non può essere presa in considerazione come attenuante la piccola taglia del cane e l’età avanzata della donna aggredita. Secondo la ricostruzione della vicenda, l’anziana donna aveva sostenuto di essere caduta per difendersi dai morsi del cane randagio, mentre il comune della cittadina in provincia di Caserta, aveva invece eccepito che la caduta della donna era da attribuire a lei stessa che, spaventata alla vista del cane, era caduta rompendosi il femore. Su ricorso della donna, che si era vista respingere in secondo grado le sue pretese, gli Ermellini hanno stabilito che la Corte di Appello, non riconoscendo il risarcimento all’anziana donna, aveva violato le norme contro il randagismo e cioè quelle norme che pongono degli obblighi in capo all’ente locale (in questo caso, il comune) di assumere provvedimenti in modo che gli animali randagi non rechino disturbo alle persone. Pertanto sussistendo questo tipo di illecito, “la peculiare debolezza e sensibilità della vittima che si è spaventata e caduta, per il timore di essere morsa dall’animale che le abbaiava contro, manifestando intenzioni aggressive, non rende il danno meno grave ed ingiusto”. Infatti “anche le persone anziane debbono poter circolare sul territorio pubblico senza essere esposte a situazioni di pericolo, ed in particolare a quelle che l’ente pubblico è espressamente obbligato a prevenire, quali il randagismo. Né l’eventuale debolezza o lo scarso controllo dei propri movimenti da parte della vittima valgono di per sé ad escludere il nesso causale fra l’illecito e il danno, salvo che si dimostri che tali condizioni fossero di tale gravità da potersi considerare sufficienti da sole a produrre l’evento”.


Cataldi

1 maggio 2010

Toto'-Ed io pago !!!

Dal Comune di Bari
170mila euro per
una pompa di benzina
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI (GDM)
BARI - Non lo sa nessuno, o quasi, ma il Comune di Bari fa anche il benzinaio. Nella zona industriale possiede una stazione di servizio per rifornire di metano i mezzi pubblici. Un gran bel progetto, avveniristico e rispettoso dell’ambiente che si chiama Ams, sigla di Azienda Metano Servizi, proprietà al 50% di Amgas spa e Amtab. Come tutte le società pubbliche, anche Ams ha un consiglio di amministrazione: è composto dal presidente, il sindacalista Ottavio Calamita, e dai consiglieri Enrico Uva e Filippo Scavo. Nei mesi scorsi gli amministratori hanno, giustamente, bussato a denari. Si sono regalati un bello stipendio, retroattivo, prima ancora che la pompa di metano erogasse un solo metro cubo di gas.
La vicenda non è sfuggita al consigliere Francesco Meleleo del Pdl, che l’ha scoperta nelle pieghe dei bilanci e ieri l’ha denunciata in consiglio comunale.
E la storia suona più o meno così. Il 24 aprile 2009 il consiglio di amministrazione di Ams si riunisce per approvare il bilancio. Leggiamo il verbale: «Il presidente ricorda ai soci che ad oggi non risulta ancora deliberato alcun compenso per l’organo amministrativo e che appare opportuno farlo anche in considerazione dell’enorme carico di lavoro a cui i membri del consiglio sono sottoposti». L’«enorme carico di lavoro» vale 57mila euro lordi l’anno per il presidente Calamita e 29mila euro lordi l’anno per i due consiglieri. Soldi che le casse di Ams, quindi quelle di Amgas e Amtab, quindi quelle del Comune, quindi le tasche dei cittadini, hanno tirato fuori con effetto retroattivo dal 1° dicembre 2008. E dunque, l’«enorme carico di lavoro» è costato finora ai baresi 170mila euro. Dopo accurate ricerche, la «Gazzetta» è in grado di escludere che nell’«enorme carico di lavoro » del presidente e dei due consiglieri rientri la costruzione dell’impianto: lo ha infatti realizzato un appaltatore. Per tutto il 2008 e il 2009, peraltro, l’azienda ha fatturato zero: pare dunque di potersi escludere che gli amministratori siano stati costretti a lavorare alla pompa. A chiarire il dilemma è, per fortuna, il presidente Calamita. «Vuol sapere cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso un terreno brullo e abbiamo costruito un impianto megagalattico, finanziato dal ministero dell’Am - biente e dalle aziende socie. Ho sputato sangue con Snam Rete Gas per avere l’allacciamento. Ho litigato con l’Enel e pure con gli uffici Comunali. Non le dico cosa ho dovuto fare per ottenere le autorizzazioni. È stata una cosa defatigante: lei conosce qualcuno disposto a lavorare gratis?». Il fatto è che per partire con la stazione di servizio sono stati necessari tre anni. «L’impianto - conferma Calamita - è entrato in funzione da gennaio. Ora è in fase di startup e fattura circa 100mila euro al mese. Sicuramente il bilancio del 2010 sarà in attivo».
NDR
E poi ci aumentano le tasse sui rifiuti del 25 % con la scusa che bisogna coprire i costi ! Ora cominciamo a conoscere quali sono i costi ! Assessore Giannini.......ma mi faccia il piacere !!!!
La redazione

26 aprile 2010

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del coordinatore del PDL della Prima Circoscrizione Michele Picaro



In data 28 aprile p.v., il consiglio della I Circoscrizione è chiamato ad esprimere parere sulla proposta di Bilancio presentata dall’Amministrazione Comunale.
Dopo un’attenta analisi della stessa, il gruppo consiliare PdL della I Circoscrizione intende esprimere parere sfavorevole, considerato che le poste indicate per le opere da realizzare neI nostro territorio sono presenti a titolo meramente rappresentativo. Anche quest’anno siamo chiamati ad esprimerci su proposte già presentate ed ancora prive di copertura finanziaria, indispensabile per il relativo iter attuativo. Quanti altri bilanci dovremmo ancora approvare affinchè si realizzi la riqualificazione di piazza San Francesco o ancora la creazione del centro polisportivo a Palese?!
Sulla di base di quanto appena detto, ritengo che l’Amministrazione Comunale dovrebbe presentare una proposta di Bilancio “partecipata” e “realizzabile”, anziché propinarci ripetutamente un elenco di opere inattuabili
.

25 aprile 2010

Emiliano pensa al risparmio o pensa invece al potere?

Il sindaco di Bari Michele Emiliano ha chiesto al presidente della Regione Nichi Vendola, che sta formando la Giunta, di evitare di nominare assessori esterni, scegliendo invece tra i consiglieri. Ci sarebbe così un grosso risparmio perché i componenti dell’assemblea ricevono già lo stipendio mensile di 15mila euro lordi, a cui andrebbero aggiunti “solo” 2mila euro per l’incarico. Chiamando invece assessori esterni, questi vanno pagati ex novo.
“Non possiamo giustificare all’opinione pubblica tale spesa – ha detto Emiliano – visto che abbiamo già in Consiglio le competenze adeguate”.
Il ragionamento non fa una grinza ed è sicuramente molto popolare. Peccato però che il sindaco si comporti da perfetto politico, cioè parla per interesse personale.
Gli sprechi della pubblica amministrazione sono tantissimi e ci sono mille modi per risparmiare. Per esempio sul numero di consiglieri regionali che da noi è vergognosamente alto (ben 78, quasi come la Lombardia che ne ha 80 ma ben 10 milioni di abitanti contro i 4 della Puglia). I quindicimila euro al mese di stipendio, a cui vanno sommati i contributi previdenziali, il raddoppio del Tfr, il diritto alla pensione dopo soli 5 anni, sono davvero tanti, troppi specie se moltiplicati per 78.
Anche le retribuzioni dei presidenti di Circoscrizione sono alte in rapporto agli effettivi poteri e alle reali mansioni. O i gettoni rilasciati per Commissioni che praticamente non servono a nulla. Insomma, se si vuole risparmiare, si può.
Ma non sulla divisione dei poteri!
Emiliano dimentica che è buon principio separare la funzione esecutiva (gli assessori) da quella legislativa (i consiglieri). Come avviene anche al Comune di Bari, dove o fai l’assessore o stai in Consiglio.
La verità è che il sindaco in questo momento ha un’altra priorità: evitare che Marida Dentamaro entri in Giunta come vice di Vendola. Per lui sarebbe un affronto troppo grande, dato che fu da lui quasi “cacciata” quando lei svolgeva le funzioni di vicesindaco a Bari 5 anni fa. Per questo ora si accorge che un assessore esterno (la Dentamaro) costa.
Emiliano spera invece che nella nuova Giunta regionale entri Sergio Blasi, attuale segretario del Pd, per “tenerlo impegnato” e poter così occupare almeno un pezzettino di quella poltrona. Per questo ora dice che con un interno (Blasi) si risparmia.
Ma perché i politici ci vogliono sempre prendere in giro?
Nello Mongelli
Nota della Redazione:
Emiliano "cacciò"la Dentamaro perchè voleva un decentramento serio.Precisamente la decisione di Emiliano fu presa in seguito ad alcune dichiarazioni agli organi di stampa della Dentamaro, senatrice nel collegio di Altamura, con deleghe al decentramento e all’attuazione del programma al Comune di Bari. Dichiarazioni critiche che non sarebbero state gradite da parte del sindaco

20 aprile 2010

Teatro dialettale a Palese


Caloroso successo per lo spettacolo “Calzone e Fanove”andato in scena a Palese
Il teatro ricorda Pierino Palasciano
Schetch,canzoni e poesie in dialetto nel Salone Magrini deliziano i palesini.


Uno spettacolo dialettale per ricordare il noto scrittore e commediografo palesino Pierino Palasciano.Grande successo di pubblico e di critica per lo spettacolo in vernacolo palesino “Calzone e Fanove”messo in scena dall’Associazione Culturale Teatrale “TITOLO”. Lo spettacolo, patrocinato dalla I Circoscrizione di Palese e Santo Spirito, si è svolto sabato 17 e domenica 18 aprile nella Sala Don Demetrio MAGRINI della parrocchia San Michele Arcangelo di Palese.
Un mixing di canzoni e di schetch in dialetto rigorosamente palesino ha deliziato gli occhi e le orecchie dei tantissimi cittadini che alla fine hanno applaudito fragorosamente gli attori ed attrici che si sono alternati sul palco del salone parrocchiale. Prima dell’inizio dello spettacolo il Signor Rocco Basso ,grande amico dello scomparso Pierino Palasciano ,lo ha ricordato ai presenti raccontando aneddoti simpatici ,poesie e brani di commedie dialettali presenti nelle varie opere letterarie pubblicate nel corso della sua vita. Tra i protagonisti dello spettacolo Vito Amati e Franco Palasciano,quest’ultimo anche regista dello spettacolo,nella parte di due anziani che fanno fatica a stare dietro a quanto di moderno propone la società attuale riguardo la cultura,la musica e quant’altro. Di conseguenza continui conflitti ed incomprensioni continue con le nuove generazioni,una situazione ideale per creare delle gustose scenette comiche che hanno scatenato l’ilarità del pubblico presente nel teatro parrocchiale. Nell’intermezzo fra le scenette sono state recitate poesie e canzonette in dialetto palesino riferite a varie situazioni locali che in alcuni casi, seppure riferite a periodi passati, sono ancora attuali ed in questo Pierino Palasciano è stato lungimirante osservatore denunciando con la sua satira pungente situazioni anomale ancora oggi di grande attualità come per esempio la situazione politica e ,per Palese, la questione dei passaggi a livello.
Dunque uno spettacolo perfettamente riuscito e dovuto non solo ai due protagonisti principali ,come Amati e Palasciano,ma anche allo sforzo dei tanti attori e tecnici che hanno contribuito alla messa in scena .Ricordiamo fra l’altro Marilena Signorile, Patrizia Dispoto, Stella Laver, Enzo Longo, Loredana Capurso, Andrea Salamida, Eleonora Pepe e Isabella Girone. Accompagnata dal maestro Francesco Martino alla tastiera, ha cantato Anna Rao. Ha condotto lo spettacolo Rosanna Longo. Tecnico Luci Giuseppe Manuto, effetti sonori di Fabio Piscopo e Gianfranco Amati, direttore di scena Gino Micunco. La regia è stata curata dallo stesso Franco Palasciano.Una menzione particolare va fatta per il gruppo scout di Santo Spirito 1-Agesci per la preziosa collaborazione offerta.

Gaetano Macina

10 aprile 2010

Assessore Sannicandro: una polemica sterile e pretestuosa

Mille appartamenti ai militari? Il sottosegretario dice “ok”
10 apr 2010 Barisera

Il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto
BARI – “La proposta della società Pro. Difesa S.r.l. di Bari, che prevede la realizzazione di 1000 alloggi, nel Comune di Bari, con requisiti di elevata qualità, specialmente ambientale e a prezzi molto convenienti è stata giudicata dal Ministero di notevole interesse”. Così il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, con delega alle infrastrutture militari, interviene nel dibattito apertosi dopo l’annuncio dell’iniziativa che prevede appunto la realizzazione di un migliaio di nuove unità immobiliari tra Palese e il San Poalo, nei pressi dell’attuale Cittadella della finanza.
“Per dare soluzione alle crescenti esigenze alloggiative del personale militare – dice Crosetto – il Ministero della Difesa ha esaminato e sta esaminando, nell’ambito del quadro normativo vigente e delle iniziative legislative in itinere, ogni possibile iniziativa, anche con il contributo di proposte e risorse private. La proposta della ProDifesa è stata sottoposta dal Ministero al parere del Consiglio di Stato che ne ha decretato la piena percorribilità e convenienza per l’Amministrazione Difesa”.
“A Febbraio – prosegue l’onorevole Crosetto – è stato sottoscritto l’atto negoziale tra la società e il Ministero della Difesa e lo scorso 18 marzo il ministro La Russa, in visita a Bari, ne ha dato notizia al Territorio, trovando ampio consenso tra tutti i militari interessati”.
Il 23 Marzo l’assessore all’Urbanistica del Comune di Bari, ingegner Elio Sannicandro, ha diramato uno scritto dal titolo ‘Case per militari nell’Aeroporto di Palese? No grazie’, ripreso dalla stampa locale. “Di questo intervento – prosegue il sottosegretario – non posso assolutamente condividere i contenuti. Ha infatti dichiarato l’assessore che trattasi di case per civile abitazione quando, invece, trattasi esclusivamente di alloggi di servizio, sottoposti a vincolo perpetuo di destinazione militare”.
“Sannicandro in quell’occasione ha inoltre aggiunto che l’intervento, a causa dei prezzi così bassi, costituirebbe evidente scompenso sul Territorio, trascurando dice Crosetto – il fatto che per la Difesa la realizzazione di alloggi per il personale esula da implicazioni di carattere imprenditoriale e commerciale. L’unico intento del Dicastero è quello di assicurare la piena funzione istituzionale di difesa e sicurezza nazionale e la contestuale imprescindibile funzionalità dello strumento militare per il quale gli alloggi del personale costituiscono elemento essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo”.
Secondo il sottosegretario “qualsiasi altra considerazione non può non apparire quale sterile e pretestuosa polemica che trova terreno fertile stante il clima pre-elettorale”.
“Mi sia infine consentito di esprimere una valutazione personale - conclude l’onorevole – relativamente al fatto che se fossi un cittadino di Bari, sarei preoccupato perché non mi sembra che l’Assessore all’Urbanistica sia proteso all’abbassamento dei prezzi ma piuttosto ne voglia mantenere alto il livello”.
Nota di redazione : Sannicandro parla troppo e continua a fare figure di m............

9 aprile 2010

7 aprile 2010

100 anni ! Auguri Maria di S.Spirito.

Santo Spirito ha festeggiato un’altra nonnina che il 6 Aprile ha compiuto cent’anni. Maria Maiorano ha festeggiato il suo compleanno circondata dall’affetto dei suoi cari,dagli amici e da tanti semplici cittadini a cominciare dal primo cittadino ,il presidente della Prima Circoscrizione Erio Di Liso. La Sig.ra Maria Maiorano (Nonna Maria) è nata a Palese il 06-04-1910 da una famiglia di commercianti. Si è sposata il 23-02-1930 con Daquino Biagio con il quale ha vissuto a S.Spirito in via Jolanda,5(dove tutt’ora risiede) La nonna è un esempio di generosità e dedizione al lavoro, gestiva infatti un negozio di frutta e verdura con il marito. La semplice cerimonia si è svolta nella “Taverna del corsaro nero” nei pressi della piazza S.Francesco a Santo Spirito. Un saluto ed auguri particolari sono stati rivolti alla signora Maria dai rappresentanti locali della UIL Pensionati ,i signori Giuseppe Milella ed Andrea De Cosmo che hanno consegnato ad Angelina la tessera onoraria della UIL-Pensionati oltre ad una pergamena con una poesia scritta in suo onore e recitata per l’occasione. Agli auguri di tanti altri compleanni, rivolti dal Presidente della Circoscrizione Di Liso,la nonnina ancora lucida ed attenta gli ha risposto candidamente augurando di raggiungere anche lui il traguardo dei cento anni.La frase è stata molto gradita da Di Liso: <<>> Ha una famiglia numerosa Nonna Maria. Ha avuto 10 figli purtroppo alcuni li ha persi, ora in 5 sono accanto a lei circondandola di calore e affetto senza dimenticare i 15 nipoti e 17 pronipoti. Nonostante la sua veneranda età e gli spiacevoli avvenimenti che hanno offuscato la sua felicità come la guerra , la morte di alcuni suoi cari tra cui il marito morto dieci anni fa, è una donna che ama la vita, la compagnia, la musica e l’allegria!Uno dei tanti nipoti,il signor Giuseppe Pesce,racconta che nonna Maria nel corso della sua vita non ha mai fatto particolarismi fra i suoi 15 nipoti e pronipoti, ma è riuscita sempre a ripartire equamente il suo amore nei riguardi di tutti quanti.Quando ci recavamo a salutarla nel suo negozio di frutta e verdura-continua il signor Pesce- regalava ad ognuno di noi una banana che,all’epoca era un frutto costoso e non facilmente presente sulle nostre tavole come oggi. Alla fine Nonna Maria, dopo aver ringraziato tutti i presenti. ha tagliato la torta dei cent’anni. A lei gli auguri più fervidi da parte della redazione

Gaetano Macina

4 aprile 2010

La cassazione incentiva gli abusivi :poveri noi !

Elogio del parcheggiatore abusivo. Arriva nientedimeno che dalla Cassazione che non puo' fare a meno di riconoscere come "per la cittadinanza", i posteggiatori non autorizzati svolgano un ''lavoro indispensabile'' che elimina tanti impicci di posteggio, liberandoli delle ''tante manovre fastidiose''. Partendo da questa considerazione, la Seconda sezione penale ha annullato la custodia domiciliare inflitta ad un parcheggiatore abusivo 60enne catanese, Benedetto M., indagato per tentata estorsione per avere chiesto l'obolo di un euro ad un automobilista per il servizio svolto in un parcheggio che appunto non era regolamentato. Il posteggiatore abusivo, ricostruisce la sentenza 12762, in uno spiazzo di parcheggio antistante il lido balneare di Catania, offriva il servizio, "come per uso consolidato avviene in talune citta' d'Italia, di spostare le autovetture lasciate in parcheggio, da coloro che trovano utile usufruire di tale spazio libero e non volevano avere il fastidio di doversi occupare di compiere complicate manovre per liberarsi dagli ostacoli costituti dalle vetture di quello spiazzo". I bagnanti affidavano a Benedetto chiavi e auto dietro pagamento di 1 euro per il servizio "utile" svolto. Senonche', uno degli automobilisti, Francesco D. C., non ritenne opportuno pagare l'obolo per la sorveglianza della autovettura ne' di consegnare le chiavi ma, successivamente, un malore della moglie lo costrinse a dovere spostare immediatamente l'auto. E dietro la richiesta dell'euro, l'automobilista ha denunciato il parcheggiatore per tentata estorsione. Il gip del Tribunale di Catania, il 26 agosto 2009, dispose la custodia domiciliare per il parcheggiatore abusivo, ritenendo un "ingiusto profitto" la richiesta di un euro per il servizio svolto. Contro il duro provvedimento, la difesa di Benedetto M. ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che non ci poteva essere ne' "minaccia", ne' "ingiusto profitto" dietro la richiesta. Piazza Cavour ha accolto il ricorso e, disponendo un nuovo esame davanti al Tribunale di Catania per verificare se veramente esista la necessita' delle "esigenze cautelari", ha comunque messo in rilievo l'utilita' del servizio svolto dai parcheggiatori non autorizzati. La Cassazione, dunque, riconosce come "dato pacifico che Benedetto M. offriva un servizio ben accetto e ritenuto, a livello diffuso della cittadinanza, indispensabile, in quel luogo, proprio per potere tranquillamente usufruire del posteggio dell'autovettura". Prova ne sia, dice piazza Cavour, che all'indagato venivano lasciate le chiavi "perche' provvedesse ad effettuare quelle manovre di parcheggio che altrimenti avrebbero dovuto fare gli stessi possessori delle vetture". In questa prospettiva, "la pretesa ingiustizia della richiesta dell'obolo di un euro diventa evanescente - riconoscono gli 'ermellini' - e si attenuano anche i turbamenti che i modestissimi precedenti penali" dell'indagato "possono creare in relazione alle esigenze cautelari, peraltro motivate in modo assertivo, stereotipato e per nulla in sintonia con i principi" dettati da piazza Cavour in relazione alle esigenze cautelari
(Adnkronos)

31 marzo 2010

Niente Autonomia ed Emiliano ci rifila,tanto per gradire, il primo....cannolo gigante augurandoci Buona Pasqua

L'anno duemiladieci il giorno ventinove del mese di Marzo, , alle ore 14.30, mezz'ora prima della chiusura dei seggi per le elezioni Regionali la Giunta Emiliano ha regalato a tutti i cittadini di Bari l'uovo di Pasqua,un aumento considerevole della TARSU (Tassa sui Rifiuti) del 25% !! Ai nemici dell'Autonomia il primo aperitivo è stato servito!!! Poi seguiranno i primi ,i secondi,la frutta ed alla fine un bel .....cannolo gigante

30 marzo 2010

Tatarella,Fitto paga scelte miopi- Quinta puntata

TATARELLA, FITTO PAGA SCELTE MIOPI «Quello del ministro Fitto mi sembra un atto doveroso, oltre che una assunzione di responsabilità politicamente apprezzabile». Lo dichiara l’eurodeputato del Pdl Salvatore Tatarella. «Le scelte sbagliate del ministro di Maglie – spiega in una nota – imposte con prepotenza e con qualche furbizia a un riottoso e alla fine remissivo Silvio Berlusconi, hanno penalizzato innanzitutto la Puglia, ma hanno anche tolto al centrodestra la grande soddisfazione di uno storico sorpasso: il conto finale del 7 a 6 sarebbe stato un trionfo: il 6 a 7 è pur sempre un successo, ma se un po' di amaro ci resta in bocca dobbiamo dire grazie solo a Raffaele Fitto». «Se invece di obbedire a un miope e personale calcolo di potere personale – prosegue Tatarella – Fitto avesse accolto il paterno consiglio di Silvio Berlusconi di candidare Adriana Poli Bortone, allargando l’alleanza anche all’Udc, oggi staremmo festeggiando la vittoria del centrodestra anche in Puglia e Nichi Vendola, invece di una nuova icona della sinistra nazionale, sarebbe solo un ex presidente di Regione, sconfitto al pari dei suoi colleghi meridionali di Calabria e Campania: sommando i voti ottenuti dalla Poli e da Rocco Palese, Vendola sarebbe stato nettamente battuto». «Così – conclude Tatarella – per quanto gli va dato merito per le dimissioni e la assunzione di responsabilità, questo atto non esaurisce la necessità che in Puglia si apra immediatamente un dibattito per ridisegnare scelte politiche e classe dirigente del Pdl».
Dalla Gazzetta

Berlusconi lo aveva detto......Fitto sarai responsabile ! Quarta puntata

dal Quotidiano di bari
Queste elezioni suonano come l'urlo dei francesi mentre i rei venivano portati alla ghigliottina. La piazza non è però, Place de Greve a Parigi -prima collocazione della macchina mortale- ma è quella nostrana, tutta politica. La vittoria di Nichi Vendola avrà molteplici conseguenze, a destra come sinistra. Nel partito del Premier Silvio Berlusconi, il primo “nobile” che sarà sottoposto alla procedura infamante della ghigliottina, sarà sicuramente il Ministro Raffaele Fitto. E' stato quest'ultimo infatti, a proporre la candidatura di Rocco Palese a Berlusconi, convincendolo. Il Premier, in quella circostanza, fu dissuaso dal Ministro salentino a considerare la candidatura della Senatrice Adriana Poli Bortone, di cui Berlusconi ha molta stima e che era al primo posto nell'indice del suo gradimento. Il Primo uomo dell'esecutivo italiano, diede allora carta bianca a Fitto, dicendogli però che in caso di sconfitta in Puglia, l'avrebbe ritenuto l'unico responsabile. In altre parole, una decapitazione sicura del Raffaele pugliese. E così sarà, parola di Berlusconi

Bene le dimissioni di Fitto e..gli altri? -Terza Puntata

da Barisera

Adriana Poli Bortone: “Con Fitto si dimettano anche i 13 ex An che firmarono contro di me”

Se volessimo essere buoni potremmo commentare le dimissioni del ministro Fitto dicendo che e’ il gesto di chi vuole assumersi le proprie responsabilita’; se invece volessimo dare un piu’ freddo giudizio politico dovremmo dire che questa sembra la abile mossa di chi prova ad anticipare una richiesta che gli sarebbe comunque arrivata di qui a poche ore”.
E’ l’opinione della senatrice Adriana Poli Bortone leader di Io Sud e candidata presidente alla Regione Puglia sostenuta dall’Udc. “Dimettersi per Fitto – insiste Adriana Poli Bortone – era il minimo che potesse fare di fronte alla terza sconfitta consecutiva: ha perso le regionali del 2005, ha perso le amministrative dello scorso anno, quando il centrodestra si e’ visto battere nei Comuni di Bari, Foggia e Taranto e nelle Province di Brindisi e Taranto, e ha perso oggi volendo imporre a tutti i costi il proprio pupillo sacrificando la causa di una alleanza politica con Udc e Io Sud, l’unica in grado di battere Vendola”. “Le dimissioni di Fitto tuttavia – aggiunge la presidente nazionale di Io Sud – non sono sufficienti: dovrebbe seguire il suo esempio tutta la classe dirigente del Pdl, a partire dai 13 ex An firmatari della lettera contro di me, i quali sono corresponsabili della scelta del ministro di fare a meno di una parte rilevante dell’area moderata di questa regione”.
“Non si puo’ escludere – conclude Adriana Poli Bortone – che le dimissioni siano oggi soltanto un atto di facciata, firmato con la segreta speranza che il presidente Berlusconi le respingera’: visto dall’esterno del Pdl, non sarebbe affatto un bel segnale, in un momento in cui e’ chiaro che c’e’ bisogno di rifondare i presupposti sui quali si fonda l’alternativa a Vendola”

Troppa Grazia,Ma sarà vero? -Seconda Puntata

da barisera.net
Il ministro Fitto si è dimesso

Quando sono passate da poco le 13 – e nelle redazioni si continuano a fare i conti degli eletti e dei commenti, mentre i politici si apprestano a consolidare nuovi e vecchi equilibri – “esplode” (è il caso di dire) la notizia delle notizie: Raffaele Fitto avrebbe rassegnato le dimissioni da ministro, o meglio si presenterebbe da Silvio Berlusconi, domani in Consiglio, come dimissionario. Assumendosi così tutte le responsabilità di una sconfitta elettorale del suo candidato Rocco Palese. La notizia non trova conferme ufficiali da parte dell’interessato. Fitto, non risponde al telefono, ma a Roma voci autorevoli del governo lasciano intendere che la notizia è vera e che domani il premier prenderà in esame le dimissioni. Poco dopo le 15 l’Ansa lancia l’agenzia.
I fedelissimi del ministro, però, sembrano sconcertati, ma non troppo… come se se ne fosse parlato, ma una decisione non era stata presa… non ancora almeno. Qualcuno l’ha sentito nella mattinata… “sembrava tutto normale, tranquillo…” riferiscono.
Poi qualcosa deve essere successo… I soliti beninformati, ma si tratta di antifittiani (è bene dirlo), suggeriscono: forse, può averlo chiamato Berlusconi per invitarlo a dimettersi… Qualcun altro, più “cinico”, commenta: forse è deluso dal risultato elettorale a Maglie, nella sua roccaforte, dove suo zio Antonio Fitto non è riuscito a vincere al primo turno…
O, forse, più semplicemente, questa volta Fitto sa che questa partita la vinceva o la perdeva solo lui. Forse, ha preventivato anche questa “uscita” già quella domenica 24 gennaio quando ad Arezzo forzando la mano ai tre coordinatori nazionali decise che il candidato alla presidenza della Regione doveva essere il suo fedelissimo Palese… Garantendo per lui la vittoria… anche in quella lettera (mai confermata, però, dall’estensore) con la quale “minacciava” Berlusconi di lasciare il partito se fosse stato scelto al posto di Palese o la senatrice Adriana Poli Bortone o il magistrato Stefano Dambruoso…
Fitto, quindi, non poteva non sapere che una sconfitta sarebbe stata addebitata a lui e quindi non poteva non aver messo in conto le dimissioni da ministro. Poi, l’ampio scarto (il 6.5% su base regionale) fra Palese e Nichi Vendola all’interno di una situazione politica nazionale dove il centrodestra è riuscito a strappare al centrosinistra la Campania, la Calabria, il Lazio e il Piemonte, hanno fatto il resto.
Rimane da capire se quello di Fitto è un atto dovuto… e magari il leader del centrodestra pugliese spera che domani Berlusconi respinga le dimissioni, lo “perdoni” e continui a puntare su di lui… Magari…. Se, invece, le dimissioni dovessero essere accolte in Puglia si aprirà davvero quel “dopo Fitto”, del quale si è tanto parlato in questa campagna elettorale e che vede in pole-position tre parlamentari: Gaetano Quagliariello, Alfredo Mantovano e Antonio Azzollini. Tutti e tre sono riusciti anche ad eleggere propri consiglieri regionali… un segno anche questo di quello che potrebbe accadere.