13 febbraio 2010

Lettera aperta al Presidente Di Liso

LETTERA APERTA
Egregio professor Di Liso, ( Presidente della Circoscrizione Palese-S.Spirito )
Lei non ha ricevuto il mio voto alle passate elezioni circoscrizionali, ma, nonostante ciò, la mia stima nelle sue qualità umane e professionali di altissimo livello rimane grande.
Negli ultimi mesi, mi sono riconosciuto totalmente nell’azione da lei svolta a difesa della volontà popolare ed a supporto delle ragioni per l’istituzione del comune autonomo di Palese Santo Spirito. Ho apprezzato le qualità di un “avversario” politico che stava onorando un impegno civile e sociale con coerenza e trasparenza. Ho apprezzato anche la fierezza del rappresentante delle istituzioni che ha anteposto il senso di appartenenza alla propria comunità alla fredda ingegneria della politica.
Non ho esitato a complimentarmi per il coraggio dimostrato nella seduta del consiglio circoscrizionale del 25 novembre scorso, quando, senza alcun tentennamento, la sua presa di posizione ha spaccato la sua maggioranza ma ha unito la popolazione di Palese Santo Spirito.
Confermo che sarei stato disposto a sostenerla, senza infingimenti, nelle future competizioni elettorali, qualora avesse reiterato l’impegno a favore dei bisogni del territorio e dei cittadini della nostra circoscrizione.
La sua decisione del 2 febbraio scorso, quando si è autosospeso dalla carica di presidente in segno di protesta verso le indebite ingerenze e le inusuali pressioni del sindaco di Bari contro l’esito del referendum popolare sull’autonomia, ha trovato il mio grande apprezzamento.
La delusione ed il rammarico si sono, però, sostituiti bruscamente all’entusiasmo iniziale quando ha scelto di rientrare nei ranghi della politica. Quando ha deciso di conformarsi a coloro che hanno attivamente contrastato la volontà popolare del nostro territorio. Gli stessi che dal Comune di Bari continuano a trattare Palese Santo Spirito come lucrosa fonte di entrate (tasse, tributi, ICI delle numerose seconde case, benefit rivenienti dall’aeroporto), ignorandone l’esistenza quando si parla di programmazione ed investimento delle risorse.
Tutto questo non fa onore a lei come persona. Non fa onore a lei in quanto massimo rappresentante istituzionale del territorio. La sua scelta avvalora e giustifica la mancanza di rispetto e la crassa supponenza che il Sindaco Michele Emiliano ha esternato nei confronti dei cittadini di questa comunità. Il suo gesto di oggi alimenta una fitta coltre di nubi su tutte quelle azioni attivate nell’immediato passato, caricandole, così, di un’aura di scarsa credibilità.
“Chi tradisce la propria parola nega se stesso”. L’aforisma dello storico Giuseppe Cardinali sintetizza alla perfezione la sensazione che pervade la comunità di Palese Santo Spirito. E’ vero, tutti i suoi estimatori, me compreso, si sentono traditi. E ricordi che, se ladri, manigoldi, assassini e donne di strada hanno sempre trovato la magnanimità di Gesù, ai traditori, secondo quanto tramandatoci dai Vangeli, è andata sempre male.
Vito Vasile
e-mail: vasile.vito@libero.it

8 febbraio 2010

DEMOCRAZIA :una pagina nera

Una pagina nera per la democrazia
dal Quotidiano di Bari
Vergogna. Grande vergogna e rabbia hanno pervaso venerdì pomeriggio il Consiglio Regionale pugliese. In pochi minuti sono state stracciate non solo la speranza, la storia e la cultura di territori di grande civiltà, ma l’aula potrebbe aver assistito ad un mercimonio, se fossero vere le notizie su scambi di favore tra opposte fazioni, anzi, veri e propri ‘clan’ con padroni e padrini all’interno del Partito Democratico. Nel migliore dei casi si tratterebbe, comunque, dello squallido trasformismo di un gruppo di consiglieri di centrosinistra favoriti da una presidenza dell’assemblea titubante, lacunosa e indecisa su tutto, quando s’è trattato di gestire qualcosa che non fosse la gestione dell’ordinaria amministrazione. Aver cancellato la proposta di autonomia per Carbonara-Ceglie-Loseto e Palese-S.Spirito, varata alla unanimità quattro anni fa, che ha fatto tutti gli iter burocratici richiesti e che ha dovuto subire le angherie (ad andar bene) del Sindaco di Bari, è solo la punta di un iceberg contro cui si è dovuta scontare la buona fede dei cittadini. “Cittadini che avevano anche creduto all’approvazione unanime da parte della Commissione Affari Costituzionali della Regione, rappresentativa di tutte le forze politiche. Il consenso unanime sulla (quasi) identica proposta per Casalabate, cui tenevano i DS di Lecce, era parsa come conferma d’una sostanziale intesa dell’intero Consiglio Regionale”, chiosa il segretario nazionale del partito Socialdemocratico, Domenico Magistro. Il quale ancora oggi si chiede cosa sia successo tra il primo voto, con il quale veniva votata l’istituzione del Comune autonomo di Palese-S.Spirito ed il secondo voto, comunque negativo per l’autonomia: probabilmente nessuno lo saprà mai. Ed a questo punto non è nemmeno da condannare la rabbia dei cittadini più agitati, gli autonomisti più ingenui e irruenti, comportamento che non cancellerà mai la compostezza con cui in quasi dieci anni di battaglie democratiche e silenziose essi hanno atteso il momento del riscatto del proprio territorio. Riscatto che, nel caso di Carbonara-Ceglie, già comuni autonomi nel 1900, avrebbe significato una dignità recuperata. Una brutta pagina nella storia della Regione, scritta con la prepotenza e l’ignavia di chi ha scherzato con il popolo, prima lusingandolo e poi nascondendosi dietro il voto segreto. Un brutto esempio di democrazia a rovescio…