14 luglio 2007

LUNGOMARE SANTO SPIRITO : aria di crisi in Prima Circoscrizione


Per la seconda volta il consiglio si scioglie per mancanza di numero legale e sulla Prima Circoscrizione si affaccia lo spettro dello scioglimento.
Una grave crisi politica ha investito la maggioranza del Centro Destra in Prima Circoscrizione e questo ormai è sotto gli occhi di tutti. Le stesse forze politiche che la sorreggono non risultano più coese e animate da un programma politico amministrativo comune.
La prima grave incrinatura nella maggioranza si era già verificata nel precedente consiglio per divergenze profonde di AN ed UDC su alcuni provvedimenti riguardanti traffico e viabilità locale.
Dopo circa un mese, il malessere politico si è manifestato in maniera lapalissiana su un provvedimento in discussione riguardante la chiusura al traffico automobilistico del lungomare C.Colombo di S.Spirito nel tratto da Via Lippolis a via Udine. Il Presidente Rodio dopo aver ringraziato della sua presenza l’Assessore al Traffico Antonio De Caro ha dato lettura della delibera
L’UDC attraverso il Capo Gruppo Giovanni Moretti ha criticato innanzitutto il metodo seguito dalla Presidenza riguardo al provvedimento ed in particolare il mancato coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti nel consiglio. Moretti ha pure sottolineato il fatto che la stagione estiva era già in fase avanzata e che tale provvedimento era tardivo. Ha proposto infine di ritirare il provvedimento e poi da Settembre 2007 riproporlo all’attenzione delle forze politiche per studiarlo a fondo, trovare le intese necessarie e renderlo operativo in tempo utile per la stagione Estiva 2008.
Subito dopo Vincenzo Lomoro (DS) ha sottolineato la grave crisi politica che pervade la maggioranza che, a suo dire, non riesce nemmeno a trovare coesione sui piccoli provvedimenti. Poi unitamente agli altri consiglieri dell’opposizione ha abbandonato l’aula. Lo stesso hanno fatto poi i tre consiglieri UDC.
In seguito è intervenuto il Vicepresidente Vito Di Cillo che ha sottolineato l’urgenza e la necessità di approvare il provvedimento legato a due fattori principali: l’occupazione permanente da parte degli ambulanti ,regolari e non, di Piazza S.Francesco e del lungomare e poi il traffico automobilistico caotico.Sullo stesso tono anche l’intervento successivo del consigliere Michele Piscopo (AN) che al termine del suo intervento chiedeva la verifica del numero legale, verifica che portava allo scioglimento della seduta.


A margine della seduta il Presidente Fernando Rodio, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Purtroppo oggi la brutta politica ha prevalso sugli interessi dei cittadini. I Consiglieri che hanno ritenuto di alzarsi dall’aula sottraendosi al dibattito su alcuni punti cruciali per la svolta della situazione critica esistente sul Lungomare hanno preferito rinviare ad un “prossimo futuro” una scelta che avrebbero potuto e dovuto esercitare nel presente. Per la prima volta si era rinvenuta un’area da destinare a parcheggio, ceduta gratuitamente all’AMTAB per 2 anni, si sarebbe proceduto allo spostamento degli operatori ambulanti, i commercianti avrebbero potuto sistemare i tavolini all’aperto, i varchi di accesso al Lungomare sarebbero stati presidiati dai rangers, i cittadini si sarebbero riappropriati della zona, Via Massari avrebbe cambiato senso di marcia e via Lippolis sarebbe divenuta a senso unico.
Tutto questo è stato vanificato dalla “ brutta politica” con evidente compromissione degli interessi dei cittadini.

12 luglio 2007

ULTIM'ORA :manca il numero legale ed il consiglio si scioglie


L'UDC unitamente al Centrosinistra abbandona l'aula e per mancanza di numero legale il consiglio circoscrizionale non ha potuto deliberare sulla chiusura del lungomare a Santo Spirito.

11 luglio 2007

ULTIME NOTIZIE: consiglio Prima Circoscrizione del 12 Luglio 2007



Domani Giovedì 12 Luglio 2007 ore 12,30 sala consigliare di via Priolo a Palese.
Consiglio monotematico sulla chiusura del Lungomare C .Colombo
“Mala tempora currunt” corrono brutti tempi in prima circoscrizione dove da un po’ di tempo ci sono frizioni troppo evidenti in seno alla maggioranza di centrodestra per la critica posizione dell’UDC nei confronti del Presidente Fernando Rodio. Stavolta potrebbe essere il lungomare Cristoforo Colombo un ulteriore elemento di attrito in seno alla maggioranza che potrebbe sfociare in una grave crisi politica tale da compromettere l’intera legislatura .
La speranza è che questo non avvenga e che la coalizione riesca a trovare punti d’intesa che rafforzino il centrodestra e non lo indeboliscano.

9 luglio 2007

LA PAROLA ALLA PRESIDENTE BRAMBILLA


EH NO, CARO PRODI, BASTA CON LE TASSE
Andiamo subito al sodo, evitando di soffermarci sulle tante contraddizioni in cui sta ormai annaspando il governo Prodi. Ed eccola qui, allora, la brutta notizia che il ministro Padoa Schioppa ha già sulla scrivania ma che si guarda bene dal diffondere: per riaggiustare i conti dello Stato occorrerà porre mano entro l'autunno ad un'ulteriore manovra finanziaria di circa 10 miliardi di euro. Un intervento necessario per evitare - e su questo i moniti dell'Ue e del Fondo monetario internazionale sono stati fin troppo espliciti - che il rating, cioè il grado di solvibilità dell'Italia nei confronti dei suoi creditori esteri, venga ulteriormente abbassato con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per la salute della nostra economia. E dove prendere queste risorse? Naturalmente ancora dalle tasche degli italiani, a meno che, nel frattempo, l'agenzia delle entrate sia riuscita a recuperare - ma sono in pochi a credere a questa eventualità - un bel po' di soldi dagli evasori.Tutto questo si sarebbe potuto evitare se il governo avesse adottato due fondamentali iniziative. Da un lato, come aveva promesso, avrebbe dovuto praticare congrui tagli alla spesa pubblica che, invece, non si sono proprio visti. Anzi è accaduto il contrario: la spesa è addirittura aumentata. Inoltre, avrebbe dovuto utilizzare, per la copertura del debito, il flusso di nuove entrate registrato tra la fine dell'anno scorso e l'inizio di quest'anno. Invece, questo ormai famoso tesoretto, circa 7 miliardi, è stato impiegato per tener buona la sinistra più radicale, che ormai condiziona come, dove e quanto vuole la politica di questo governo, per dare qualche briciola di aumento alle pensioni minime e altri solidarismi di facciata.Ma purtroppo non è finita qui. La legge finanziaria che il governo, sempre che resti ancora in piedi, presenterà entro la fine dell' anno, comporterà molto probabilmente un'altra manovra aggiuntiva, ovvero un'ulteriore spremitura fiscale. Infatti, per portare nel 2008 il rapporto deficit/pil all'1,5%, come imposto dall'Ue, servono, soprattutto se verrà modificata al peggio o addirittura annullata la riforma delle pensioni, almeno altri 10 miliardi di euro. Senza contare gli investimenti già programmati per ferrovie, Anas, poste, pubblico impiego, fondi per la cooperazione dei paesi in via di sviluppo etc, che attualmente sono ancora, in gran parte, senza copertura.Insomma, un salasso dopo l'altro. E non ci si venga a dire che queste nostre stime sono soltanto conti e cifre inventati di sana pianta ad uso propagandistico. Eh no, cari lettori, perché non abbiamo fatto altro che leggere e poi interpretare le più recenti analisi, fatte diligentemente poche settimane fa dall'Istat e da quella commissione dell'Ue che, sempre più preoccupata per l'andamento dei nostri conti, ci sta ormai col fiato sul collo. Tanto che una domanda è ormai sulla bocca di tutti: a cosa è servita l'ultima legge finanziaria, 45 miliardi di euro di manovra di cui 27 di nuove tasse, se i nostri conti stanno molto peggio di prima? Se fossimo nei panni di Padoa Schioppa, ma, per nostra fortuna, non ci siamo, non perderemmo un altro istante a dichiarare forfait. Un saluto e via con dimissioni che, agli occhi dell'Europa, del Fondo Monetario e delle società di rating, apparirebbero, a questo punto, più che giustificate. E, difatti, un modesto consiglio osiamo darglielo: caro ministro, si tolga appena può da questo marasma, salvi almeno la sua immagine di oculato banchiere, eviti di passare alla storia come quel tesoriere che, pur di coprire le malefatte di una sinistra che, spinta dall'enfasi della sua incalzante demagogia, sta mandando a rotoli l'economia di questo paese. Oppure, conti alla mano, convinca il presidente Prodi a cambiare finalmente strada. Oppure, ancor meglio - e sarebbe questa sì la soluzione di tutti i problemi - si decida ad andare a casa il premier con tutto il suo governo.

Immagini dalla Prima Circoscrizione di Bari


San Pio -Parrocchia della Natività

6 luglio 2007

AUTONOMIA PALESE-S.SPIRITO, SI VA AL REFERENDUM

Carbonara-Ceglie-Loseto e Palese-SantoSpirito futuri comuni a referendum consultivo solo i cittadini delle frazioni interessate la settima commissione scioglie il nodo Ora la parola al Consiglio
Saranno i residenti nelle frazioni che chiedono l’autonomia ad essere chiamati a esprimersi nei referendum consultivi per l’istituzione dei nuovi comuni Carbonara-Ceglie-Loseto e Palese-S.Spirito. La commissione consiliare affari istituzionali ha deciso all’unanimità in tal senso, individuando nei cittadini dei futuri comuni “la popolazione interessata da consultare”, come richiesto dai pronunciamenti della Corte Costituzionale.“Ricorrono le condizioni per chiamare al referendum previsto dalla legge regionale non tutti i cittadini di Bari ma solo gli abitanti delle frazioni che aspirano a staccarsi dal Comune barese, valorizzando la loro indipendenza dal capoluogo. È questa la risposta che come settima commissione – dichiara il presidente Gianfranco Chiarelli - forniremo al Consiglio regionale che ci ha chiesto un parere in vista dell’approvazione della proposta di legge Loperfido e Brizio per la creazione dei due nuovi comuni”.L’interpretazione si basa su una relazione dell’ufficio legislativo che sintetizza gli orientamenti giurisprudenziali. La Consulta consente di limitare il voto referendario ai cittadini che devono distaccarsi se ricorrono i requisiti della “limitata entità del territorio e della popolazione rispetto al totale”. Altra condizione è che il gruppo che chiede l’autonomia esista già come area eccentrica e con “caratterizzazione distintiva”.“Ancora una volta la commissione ha dato priorità assoluta alle aspettative delle comunità interessate - continua il presidente Chiarelli - sulla stessa materia sarà presto esaminata la richiesta di autonomia di Lama San Vito a Taranto, nella provincia di mia appartenenza”.“La nostra valutazione complessiva – conclude Chiarelli – tiene conto non solo delle attese della popolazione, quanto della necessità di uniformarsi alle scelte in ordine al contenimento dei costi, esigenza oggi più che mai in testa all’agenda politica e sotto la lente dell’opinione pubblica”. “I territori considerati sono stati aggregati a Bari in maniera a suo tempo artificiale ma si sono sempre considerati comunità distinte – fanno notare i proponenti Gigi Loperfido e Simone Brizio del Movimento per le Autonomie – la popolazione rivendica l’autodeterminazione amministrativa e politica di frazioni che vivono in periferia, in tutti i sensi, non ricevendo quasi mai dal centro in cambio a quanto danno invece col loro impegno umano e professionale, la produttività, gli apporti culturali e la tassazione locale”.“Una decisione che vi fa onore” è stato il commento dei promotori dell’autonomia di Carbonara-Ceglie Loseto e di Palese-S.Spirito alla notizia della decisione dalla settima commissione. Le due pdl relative possono ora tornare Consiglio regionale per la definitiva approvazione
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(fonte Regione Puglia)

5 luglio 2007

LE FOTO CURIOSE


Targa stradale al Vico 5° di Via Fiume a Palese


Il Consigliere Circoscrizionale Antonio De Michele con una nota giunta in redazione comunica quanto segue:

I residenti di Vico quinto di Via Fiume Palese da anni segnalano a chi di competenza la mancanza di targa di denominazione stradale che provoca ritardi di consegna della corrispondenza e per altri servizi primari.
La Terza Commissione Circoscrizionale nella seduta del 14.03.2007 ha esaminato la problematica relativa al Vico in oggetto evidenziata dai residenti i quali, a causa dell’assenza della Targa di Denominazione Stradale, lamentano un Disagio quotidiano per il recapito della corrispondenza, e soprattutto per il servizio di pronto soccorso (118) e per altri servizi primari ( es. Guardia Medica ) che all’occorrenza hanno difficoltà ad individuare la strada e quindi il cittadino che ha bisogno di soccorso.
La Ripartizione Patrimonio aveva comunicato che la mancanza della targa stradale Vico V Fiume Palese, era conseguente al fatto che nello stradario ufficiale della Città di Bari, detta strada era inesistentee pertanto la richiesta di posizionamento targa stradale non poteva essere accolta
La Commissione Circoscrizionale aveva trasmesso alla stessa ripartizione una nota,la N° 52099, precisando che le sedi stradali non inserite negli elenchi di classificazione, sono da considerarsi come comunali, ai sensi dell’art.2 comma 7 del D.Lgs 285/92 – Codice della Strada – in quanto comprese nella delimitazione del centro abitato urbano, approvata con Deliberazione N° 147/94 dal Commissario Prefettizio, in attuazione di quanto disposto dall’art.4 del citato codice della strada “ .
Alla luce di quanto precisato, Antonio De Michele ,Consigliere della 1a Circoscrizione di Alleanza Nazionale , invita gli uffici competenti a porre in essere le azioni necessarie per sanare al più presto questa incresciosa situazione.

4 luglio 2007

IL FISCO NON AMA I BAMBINI


Qualche tempo fa il Procuratore aggiunto del Tribunale dei diritti del Contribuente, Fiorentino Colucci,in un discorso pubblico faceva riferimento a come vengono tartassati dal fisco i bambini in Italia. Secondo Colucci, ogni anno nascono in Italia 563.000 bambini e "nel primo anno di vita ogni bambino versa al fisco per l'acquisto di beni di prima necessità in media 1100 euro quando avrebbe dovuto versare per l'acquisto degli stessi prodotti solamente 220 euro, con un risparmio di ben 880 euro."
In Italia, sui beni alimentari di prima necessità degli adulti, quali pane e latte, viene applicata l'IVA agevolata del 4% mentre sugli identici beni destinati ai bambini, quali i biscotti o il latte in polvere o vegetale, viene applicata incredibilmente l'aliquota ordinaria del 20%.La stessa aliquota viene applicata anche agli “indispensabili”pannolini ed altri prodotti per bambini.

3 luglio 2007

GUARDA E FAI CONOSCERE LA TV DELLA LIBERTA’

La Tv della Libertà è la tv della gente fatta dalla gente.
La Tv della Libertà è la tv dei Circoli della Libertà.
La tv di quei milioni di italiani che non hanno modo di esprimere il loro pensiero sui piccoli e grandi problemi del nostro paese, ma che hanno voglia di fare. Fai sentire la tua voce.
Puoi raccontare, commentare, denunciare i problemi dell'Italia:
Telefonando in diretta al numero verde 800 85 85 88.
Inviando un SMS al numero: 346 147 77 70.
La TV della Libertà inizierà a trasmettere lunedì 11 giugno dagli studi di Roma. Sarà in onda in diretta, dal lunedì al venerdì, sul canale 818 di Sky e su internet all’indirizzo www.latvdellaliberta.it. E’ visibile anche su qualsiasi ricevitore Satellitare in chiaro impostando i parametri di ricerca automatica oppure manuale con i seguenti valori: SATELLITE:
Eutelsat Hot Bird 8 – 13°Est TRANSPONDER: 70 FREQUENZA: 12,111 GHz POLARIZZAZIONE: Y ( verticale ) FEC: ¾ SYMBOL RATE: 27.500 Mb/sec

2 luglio 2007

L'ALBOR S.SPIRITO PROMOSSA IN SERIE D


La squadra di pallavolo di Santo Spirito “Albor” vince i play off e sale in Serie D.
Dopo un anno di tribolazione nella serie inferiore in cui era stata retrocessa , la squadra santospiritese di pallavolo ritorna meritatamente nel campionato di serie D femminile con grande soddisfazione delle giocatrici,dei dirigenti ma soprattutto di tutta la cittadinanza santospiritese.
La squadra, come noto, fu retrocessa immeritatamente l’anno scorso e per volontà della dirigenza e d’intesa con il nuovo allenatore Michelangelo Manganella non partecipò al ripescaggio per rimanere nella categoria superiore .Invece si decise di puntare nel campionato successivo alla promozione sul campo sfruttando al meglio le grandi potenzialita' dell’organico a disposizione.
Al termine di questa stagione agonistica i fatti hanno dato ragione alla lungimiranza della dirigenza dell’Albor in quanto ,la scelta di puntare sulla forza dell’organico ,si è rivelata vincente.
Infatti, la squadra , classificatasi al 2^ posto in campionato ha superato di slancio tutta la fase dei play-off ed e' ritornata a pieno merito nel campionato regionale di Serie D.
A questo punto i dirigenti ,fra cui la presidente Maria D’Onghia,il segretario Nino Lemma ed il tecnico della squadra, possono ritenersi doppiamente soddisfatti per aver raggiunto l’obbiettivo prefissato, ma soprattutto per aver valorizzato appieno le giovani giocatrici Derasmo Antonella, Chieppa Roberta e Ladisa Ilaria che si sono subito inserite nel nucleo storico della squadra,confermandosi atlete di alto livello .E poi la capitana Rolli Sabrina, le centrali Giuliani Gabriella e Ranieri Claudia ,le laterali Malanga Sara, Stigliano Milena e Vilella Rossella,Ferrante Fabiana la palleggiatrice Abbinante Stefania ed il libero Greco Tania.
Dopo questa meritata conquista ,la società Albor sta gia' pensando al futuro e dopo aver confermato interamente il gruppo delle giocatrici attuali cerca di rinforzare la squadra ed è alla ricerca di un paio di atlete per completare un organico che consenta di poter lottare per i primi posti nella prossima stagione agonistica. del campionato di pallavolo femminile di serie D e conseguente aspirare a mete più ambiziose.
1 Commento
Pino e Carmine Tisbo hanno detto...
Congartulazioni per la promozione ottenuta in campo in modo ineccepibile. Forza ragazze e forza Presidente il prossimo anno bisognerà ripetersi.Runners Cepagatti
2 luglio 2007 19.49

No alle modifiche della Legge Bossi -Fini

Il consiglio dei ministri ha approvato un ddl delega che rischia di rendere molto più facile l’ingresso ai clandestini nel nostro Paese. Se sei contrario, scarica il modulo dall'indirizzo sottocitato,firmalo e faxalo al numero :
Roma, 28 giu. (Adnkronos/Ign) - In sede di esame preliminare, il Consiglio dei ministri ha dato oggi il primo via libera al disegno di legge delega che modifica la disciplina dell'immigrazione. Il ddl porta la firma dei ministri dell'Interno Giuliano Amato e della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. La riforma della Bossi-Fini dovrà poi passare nuovamente in Cdm per il varo definitivo. Tra i diversi punti del ddl Amato-Ferrero, c'è una programmazione triennale dei flussi, anziché annuale come accadeva con la Bossi-Fini. Sono inoltre previste nuove procedure per l'identificazione e l'eventuale espulsione dei clandestini, senza passare per il Cpt. Intanto l'opposizione, a iniziare dal Carroccio, fa muro contro il provvedimento voluto da Palazzo Chigi. Roberto Calderoli, coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega Nord', riferendosi alla maggioranza, fa sapere: ''Se vogliono la guerra l'avranno! Da oggi la vita per loro a Palazzo Madama diventerà ancora più difficile, anche sugli altri provvedimenti''. ''Utilizzeremo - annuncia quindi il vice presidente del Senato - le firme raccolte e quelle che stiamo raccogliendo per mandare a casa il governo Prodi, per richiedere di indire un referendum che cancelli questo obbrobrio di legge che priva il popolo della propria sovranità sottoponendolo a ogni possibile rischio sotto il profilo della sicurezza''. Per Alleanza nazionale è invece Maurizio Gasparri a sottolineare che ''se fossero approvate le proposte dissennate di Amato e Ferrero con sponsor e permessi facili avremmo un'autentica invasione nel nostro Paese. Se la legge Fini-Bossi va corretta lo si deve fare in termini più restrittivi''. ''Tenga poi conto il governo - ricorda l'ex ministro delle Comunicazioni - che la Commissione europea si è già espressa più volte contro il ritorno a sponsor e a norme permissive ed errate. Non possiamo essere il ventre molle d'Europa''. ''Nel Parlamento e nel Paese - assicura quindi l'esponente del partito di via della Scrofa - ci batteremo con determinazione per impedire che proposte errate e demagogiche diventino leggi della Repubblica''. Per Forza Italia gli fa eco Isabella Bertolini, vicecapogruppo alla Camera, che commenta: "I trafficanti di esseri umani stanno già festeggiando. Sento già il rombare dei loro gommoni. Attirati dalle sirene buoniste e permissiviste di una legge irresponsabile, eleggeranno l'Italia a meta preferita dei loro sbarchi". Secondo l'azzurra, infatti, ''gli italiani, già terrorizzati dalla presenza di immigrati sul nostro territorio, da oggi si sentono ancora meno sicuri. Ci batteremo perché il Parlamento - taglia corto l'esponente del partito di via dell'Umiltà - neghi la delega in bianco che questo governo scellerato richiede per riformare l'efficace Bossi-Fini".

1 luglio 2007

Un Veltronismo da ultima spiaggia


Ma che bravo questo Veltroni! In un altro paese, i suoi 100 minuti di emozionali scorribande sul progetto politico, oggi necessario per consentire all’Italia un salto verso la modernità, verrebbero considerati un vero e proprio reato di plagio, una plateale scopiazzatura, persino nelle virgole, di quel che altri - non certo l’attuale coalizione di sinistra - hanno da tempo detto, scritto e poi iniziato a realizzare. Né è servito, per mascherare, in qualche modo, questa specie di truffa politico-letteraria, tentare un improbabile cocktail di pensiero alla Palme, alla Blair e alla Sarkozy, con l’aggiunta di un po’ di Thatcher e di una spruzzatina di presidenzialismo alla Charles De Gaulle. Insomma, di tutto un po’, pur di cercare di far rinascere dalle ceneri e rendere di nuovo, in qualche modo, presentabile una sinistra che, dopo questo sciagurato esperimento di governo, appare sempre più allo sbando. Merita comunque gli onori delle armi questo funambolico architetto da ultima spiaggia. E chi altri, fra i leader Ds oggi affogati nel marasma prodiano dei problemi irrisolti, avrebbe avuto oggi un simile coraggio, anzi una simile faccia tosta? Solo che non basta copiare sulla carta un progetto politico altrui e poi cercare di accreditarlo come se fosse nuovo. Bisogna poi avere anche le risorse, le condizioni e la capacità necessarie per realizzarlo davvero. E qui bisogna chiarire quel bel po’ di cose sulle quali, nei suoi 100 minuti di messianico ardore, Veltroni ha assolutamente glissato. La prima è che non si può, da un lato, fare letteralmente a pezzi l’operato di questo governo sulla Tav come sul resto e poi, dall’altro, tentare di salvare le apparenze dicendo che Prodi è oggi il miglior premier che ci sia e che, per questo, deve restare in sella. Ma chi se la beve, anche a sinistra, una boutade del genere? E poi c’è una seconda questione decisiva. Né i ds, che hanno mollato sul nascere il costituendo partito democratico, né la sinistra radicale, cioè un bel numero di voti e di consensi assai ramificati, hanno oggi alcuna intenzione di farsi incantare dal suo mitico progetto. Il che porta ad una sola conclusione: il visionario Veltroni non avrà mai i voti necessari per vincere la partita nelle prossime - e ci auguriamo assai prossime - elezioni. Se ne rende conto? Lui forse no ma gli italiani lo sanno benissimo. C'era qualche problema in casa ex Pci? Via dalla porta di servizio come se la cosa non lo riguardasse. Si profilava il disastro per il governo Prodi? «E io che c'entro, io faccio solo il sindaco» è stato sempre, per mesi e mesi, il suo refrain. Già, ma sotto tutte queste casacche poi cosa c'è stato, in Veltroni, di veramente sostanzioso e di politicamente appetibile? Beh, molto poco. Prendete il suo lavoro di sindaco di Roma: grandi lustrini museali, per attirare frotte di turisti, megaschermi e palcoscenici festivalieri ad ogni angolo di parco o di strada. Ma andate a chiedere ai cittadini romani come realmente stanno. Vi risponderanno che vivono in una città sporca, nel caos, senza servizi e popolata da nomadi e da clandestini come poche altre capitali al mondo. Chiedete alle centinaia di migliaia di pendolari che ogni giorno, per raggiungere il loro posto di lavoro, devono sobbarcarsi due, tre, anche quattro ore di via crucis in mezzo ad un traffico impazzito e vi risponderanno che di Veltroni non sanno proprio più che farsene. Meglio, diranno, che vada a far danni altrove. Appunto. Difatti, se il buon giorno si vede dal mattino, povera sinistra italiana e povero governo.
Michela Vittoria Brambilla, Presidente Associazione Nazionale Circolo della Libertà

Inaugurato il Circolo della Libertà a Santo Spirito(nella foto l'Avv.Pietro Mascolo)


I Circoli della Libertà, nelle intenzioni dei fondatori, sono nati per avvicinare i cittadini alla politica vera, quella che dovrebbe occuparsi del bene comune. Dare corpo e voce a tutte quella persone che non trovano più un’adeguata rappresentanza nei vecchi rituali della politica. Accorciare la distanza tra il Palazzo e la società civile. Presentare in sinergia con tutti i circoli d’Italia richieste di referendum, ma anche petizioni all’Unione Europea o disegni di legge di iniziativa popolare, strumenti finora poco o male utilizzati. Presidente dell’Associazione Nazionale del Circolo della Libertà, fondata il 20 novembre 2006, è la Dottoressa Michela Vittoria Brambilla, nota imprenditrice e guida dei Giovani imprenditori di Confcommercio. Il Presidente del nuovo circolo di Santo Spirito, Avvocato Pietro Mascolo, che rivolgendosi alla cittadinanza della Prima Circoscrizione ha messo in risalto le finalità dei circoli della Libertà improntate a favorire momenti di aggregazione tra cittadini liberi. Ha fatto riferimento al valore supremo della Libertà che deve essere difeso giorno per giorno con sacrifico e abnegazione. L’Avvocato Mascolo ha concluso il suo intervento citando una frase del poeta latino Tacito che preferiva “una libertà pericolosa gravida di rischi ad un tranquillo servilismo”, una frase da coniare - ha concluso il neo presidente - come motto ispiratore del Circolo.

29 giugno 2007

FIRMA LA PETIZIONE

Tra poco lo Stato assegnerà le frequenze WiMax. E’ il punto di non ritorno per il libero accesso alla conoscenza. Dopo non si potrà più tornare indietro. Il WiMax è una tecnologia che permette di trasmettere e ricevere segnali senza fili a distanze di decine di chilometri. Elimina l’ultimo miglio e il pedaggio di Telecom Italia. Le comunità locali potranno rendersi indipendenti e collegarsi a Internet.Se il WiMax finisce in mano agli avvoltoi delle compagnie telefoniche, come ho detto nel mio intervento di Rozzano a Buora e a Ruggiero, verrà trasformato in una me..da ad alto costo. Peggio dell’adsl.Ogni cittadino dovrebbe avere per nascita il diritto di accesso alla conoscenza.Esiste una petizione on line che vi invito a firmare per il vostro futuro, per il diritto alla conoscenza e per non essere, almeno una volta, presi per il c..o.La petizione chiede che almeno 1/3 delle frequenze venga riservato ai cittadini per associazioni senza fini di lucro, come i comuni e gli enti locali, e senza alcuna tassazione diretta o indiretta.Firmate la petizione su: http://www.petitiononline.com/wmaxfree/