9 giugno 2009

Elezioni Amministrative:troppi buchi neri

Tre sezioni di Bari "bloccano" l'Italia. Soltanto 342 su 345 hanno chiuso le operazioni di spoglio. Secondo le prime informazioni, pare che nel seggio non si trovino con la quadratura dei conti delle schede elettorali per i consigli comunali e circoscrizionali. A questo punto, le urne saranno sigillate e trasferite al Tribunale dove, poi, sarà effettuato lo spoglio (e la verifica dei risultati di tutte e 345 le sezioni).Sulla vicenda, i parlamentari baresi del Pdl Luigi d’Ambrosio Lettieri e Antonio Distaso preannunciano due interrogazioni, una al Senato e una alla Camera, al ministro degli Interni Maroni. «E' vergognoso – aggiungono i parlamentari del Pdl – che a 24 ore dall’inizio dello spoglio vi siano ancora seggi aperti nei quali peraltro ci risulta che nella notte sia accaduto di tutto, compresa la sostituzione ad horas di presidenti di seggio. È inqualificabile – proseguono i due parlamentari – che i nostri rappresentanti di lista siano stati spesso cacciati da alcuni seggi e quasi convinti del fatto che non era nel loro diritto contestare le schede e far mettere a verbale del seggio i motivi della contestazione. Stiamo lanciando un allarme gravissimo che questa mattina abbiamo già avuto modo di esprimere al Prefetto di Bari. In molti di questi seggi non si sa cosa sia avvenuto nella notte e se i Presidenti siano stati sostituiti immediatamente o addirittura i seggi siano rimasti privi di Presidenti per minuti o ore. Chiediamo al Prefetto e al Ministro Maroni - concludono D’Ambrosio Lettieri e Distaso – di vigilare attentamente su quanto sta accadendo nella città di Bari per garantire legittimità al voto per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale».DELEGAZIONE PDL DAL PREFETTOUna delegazione di parlamentari del Pdl (il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri e i deputati Antonio Distaso e Simeone di Cagno Abbrescia, quest’ultimo candidato sindaco a Bari) ha incontrato nel pomeriggio il prefetto, Carlo Schilardi, per conoscere «dove siano state portate le schede delle oltre dieci sezioni elettorali i cui presidenti sarebbero andati via tra la notte scorsa e le ultime ore senza terminare lo spoglio delle schede stesse». A Bari, infatti, non si è ancora completato lo scrutinio del voto amministrativo. «La legge prevede che in questi casi – è detto in una nota del Pdl – le schede vengano portate in Corte d’appello e che lo spoglio continui lì, invece i parlamentari sarebbero venuti a conoscenza del fatto che queste schede con migliaia di voti ancora da assegnare ai candidati sindaci e alle liste, sarebbero state portate all’Ufficio elettorale del Comune». «Siamo alla ricerca di queste schede - dicono i parlamentari – e se non sapremo al più presto dove sono state portate, chi le ha scrutinate e quando, ci rivolgeremo alla magistratura». (GDM 9 Giugno 2009)

4 giugno 2009

COMUNICATO STAMPA COMITATO AUTONOMIA PALESE-S.SPIRITO

Il Comitato Insieme per l’Autonomia di Palese S. Spirito ha preso atto con soddisfazione dei risultati del referendum consultivo per l’istituzione del Comune autonomo svoltosi il 19 aprile 2009. La risposta dell’elettorato è stata ferma ed efficace , pur nella difficoltà di fronteggiare, l’indifferenza delle istituzioni e della informazione, le avversità ambientali e le diffidenze politiche. Il risultato consente dì insistere con forza perchè il Comune venga costituito e sia chiamato a far parte della città metropolitana con dignità adeguata. Il Comitato conferma il suo impegno per la battaglia autonomistica consapevole che l’esito referendario non esaurisce né il suo compito né la spinta propulsiva verso l’affermazione della capacità del territorio di autogovernarsi. Ribadisce e rivendica il suo ruolo di unico interlocutore istituzionale nei riguardi dei soggetti chiamati a decidere del destino della comunità locale di Palese Macchie, Santo Spirito, Catino e San Pio. In questo quadro, auspica che la campagna elettorale in corso, per l’elezione degli organi provinciali comunali e circoscrizionali, non trascuri i temi dell’autonomia comunale. Afferma con vigore la propria assoluta indipendenza da ognuna delle parti in competizione, in coerenza con l’ispirazione fondativa e gli obiettivi statutari, e nel rispetto delle scelte di ciascuno. Assicura che nei riguardi di chiunque risulterà eletto il Comitato continuerà a svolgere la propria azione di stimolo in favore dell’obiettivo autonomistico. Prende atto con soddisfazione del fatto che tutte le parti in contesa hanno valorizzato uomini, che pur nella naturale differenziazione delle posizioni e degli accenti, si sono espressi ed in alcuni casi impegnati con vigore per la causa autonomistica e si augura che, una volta terminata la competizione, messe da parte le animosità della battaglia, si possa proseguire con successo verso l’obiettivo finale della costituzione del Comune autonomo.
Comitato Autonomia Palese-S.Spirito

2 giugno 2009

Ma…datevi al giardinaggio che fate meno danni!!!

Cinque anni fa il caro Emiliano,durante la campagna elettorale affermava che”chi si candida a governare la città deve servirla come un giardiniere “ in tale veste dava consigli come piantare i semini di girasole che omaggiava ai cittadini. Per emulare il Sindaco sceriffo anche l’Assessore alle aziende partecipate ,Michele Monno,in veste di “quasi giardiniere” ha voluto mettere gli odori per donare freschezza alla politica” donando una piantina di basilico e menta ai cittadini,dietro compilazione di apposito modulo.
Stante gli scarsi risultati ottenuti come amministratori ,molti cittadini consigliano vivamente ai due politici del PD di dedicarsi al giardinaggio,faranno sicuramente meno danni alla città.

31 maggio 2009

RUMORE ED INQUINAMENTO AEROPORTUALE: CHI CONTROLLA?

Il Sindaco di Ciampino tutela i Cittadini. Emiliano e la Maugeri cosa hanno fatto per tutelare i cittadini della Prima Circoscrizione? SIMEONE DI CAGNO ABBRESCIA mette le centraline di controllo all'aeroporto nel suo programma accogliendo una mia proposta frutto di attenta analisi decennale.Questi i fatti ,il resto sono chiacchiere.Leggete il servizio e poi rivedetevi il filmato a fianco sotto la pubblicità elettorale.
Gaetano Macina
Sull’aeroporto di Ciampino si addensano nuove nubi. Sono quelle delle battaglie in tribunale, delle denunce, dei ricorsi al Tar. L’oggetto è sempre lo stesso: il rumore che, secondo i comitati cittadini e il sindaco, è ben al di sopra del consentito. Portano come prova il monitoraggio effettuato dall’Arpa (l’agenzia regionale per l’ambiente). E’ una ricerca che la compagnia aerea Ryanair (la più presente a Ciampino) contesta (Michael O’Leary, amministratore delegato, sostiene che i dati veri sarebbero tenuti nascosti). Ma c’è un altro motivo, più contingente, che ha portato il caso Ciampino per l’ennesima volta fino alle porte della procura della Repubblica: i 400 voli in più consentiti dall’Enac in coincidenza con la finale di Champions League. Per questo, spiegano al “Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino”, «abbiamo chiesto con un esposto l’intervento della procura della Repubblica di Velletri e del prefetto di Roma».A Ciampino sono in attesa delle risposte del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Nei giorni scorsi il sindaco di Ciampino, Walter Perandini (insieme al vicesindaco e al collega di Marino) è stato ricevuto da un collaboratore del ministro al quale ha chiesto ufficialmente, alla luce della ricerca dell’Arpa, un immediato azzeramento dei voli commerciali del Pastine per tutelare la salute dei cittadini. «Il ministro ci ha fatto sapere - ricorda Perandini - che nelle prossime ore ci darà una risposta. E’ un passaggio molto importante e per rispetto istituzionale per ora noi ci fermiamo qui». Cosa succederà ora? E’ plausibile che prima di conoscere una decisione ufficiale si debba esaurire la tornata elettorale (le elezioni europee sono fissate per il 6-7 giugno). Poi, il ministro dovrebbe rispondere. Nel caso questa risposta non arrivasse o non accogliesse le richieste degli amministratori locali, c’è già nel cassetto una contromossa. Non è un segreto che, con tutto il materiale fornito dall’Arpa, nei giorni scorsi il sindaco di Ciampino ha esaminato la strategia insieme a un importante studio legale. In caso di risposta negativa del ministero, sarà chiesta la sospensione o la revoca dell’ordinanza con cui l’Enac fissa a 100 i movimenti giornalieri per i voli commerciali al Pastine di fronte al Tar e con una denuncia penale. Chiederanno l’azzeramento perché, secondo la ricerca dell’Arpa, il livello del rumore prodotto dai voli dell’aeroporto mette a repentaglio la salute di almeno 14 mila cittadini.Mentre il Comune prepara la nuova battaglia e dando per scontato che, come ha già fatto in passato ad esempio sul tema degli atterraggi notturni, anche Ryanair stia già facendo scaldare gli avvocati, c’è poi da mettere nel conto altro: la denuncia presentata dal “Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino”. «I cittadini di Ciampino, Marino e del X Municipio di Roma - spiegano in un comunicato - hanno chiesto l’intervento della procura della Repubblica di Velletri e del prefetto di Roma. Nell’esposto hanno fatto presente i rischi per la salute degli abitanti, già da tempo ufficialmente denunciati dall’Arpa, nonchéricolosità di una simile concentrazione di voli». Il Comitato definisce la scelta per la Champions dell’Enac «una provocazione». Ma al di là del caso contingente dei 400 voli dei tifosi di Barcellona e United ormai esaurito, la battaglia legale per Ciampino rischia di finire in un vicolo cieco senza precedenti: lo scalo alternativo di Viterbo sarà pronto solo nel 2013, il trasferimento dei voli a Fiumicino rischierebbe di mandare in tilt il Leonardo Da Vinci e comunque sarebbe a dir poco inopportuno vista la scelta della Nuova Alitalia di indicare Roma come hub. «Però i dati sul rumore parlano chiaro - aggiunge il sindaco Perandini - a Ciampino così non si può continuare».

19 maggio 2009

Rifiuti :una questione di civiltà


Ma dove sono i vigili urbani e le guardie ambientali dei volontari d'Italia tanto reclamizzate dall'amministrazione comunale Barese? Perché nessuno verifica che i rifiuti siano gettati negli orari previsti e soprattutto che i rifiuti vengano conferiti negli appositi contenitori a seconda del materiale?" A lamentarsi sono molti cittadini della prima circoscrizione che denunciano la presenza di cassonetti traboccanti d'immondizia e i rifiuti in diverse zone .. Il problema è l'assenza di controllo che scoraggerebbe chi sporca,questo il parere del Presidente del Centro Studi Tradizioni Palesine Nicola Macina .Lo stesso presidente si chiede a che serva sottoscrivere un accordo di collaborazione con l'associazione Volontari d'Italia che dovrebbe operare in sinergia con la polizia municipale se fino ad ora sul territorio della I Circoscrizione non se ne è visto neanche l'ombra? E la raccolta differenziata? Disseminare nel territorio una caterva di cassonetti per vetro,plastica e carta serve a ben poco se non si crea innanzitutto una cultura e coscienza ambientale seguita da una efficiente ed efficace azione pubblica di informazione e controllo del rispetto delle norme .Questi due fattori sono importanti-dice Macina- i cittadini devono essere educati anche in maniera coercitiva,se necessario,a conferire i rifiuti secondo le disposizioni degli organi preposti. L’AMIU d’altro canto deve svolgere un’azione pronta ed efficace allo smaltimento ed alla pulizia dei cassonetti altrimenti si vanifica tutto. La polizia municipale deve fare la sua parte invitando prima e punendo poi chi non rispetta le regole del conferimento dei rifiuti.La situazione attuale almeno per la prima circoscrizione è disastrosa: grappoli di cassonetti ammassati in alcuni punti traboccanti di rifiuti urbani, contenitori per raccolta di carta e plastica stracolmi per giorni di carta e plastica, campane di vetro inservibili o piene di vetro al massimo, assenza di lavaggio e disinfestazione da anni per quasi tutti i cassonetti di rifiuti urbani. E’ frustante-continua il Presidente-vedere come a pochi Kilometri da noi in piccoli comuni, la problematica venga affrontata in maniera diversa.ma efficace A Giovinazzo(23000 abitanti) i bidoni vengono lavati e disinfettati due volte alla settimana e d’estate le strade principali vengono lavate ogni giorno,mentre i rifiuti tipo carta e cartone vengono prelevati giornalmente,non come da noi, con un apposito camioncino . A Molfetta(58000 abitanti) invece l’Asm, la municipalizzata di Molfetta, sta installando proprio in questi giorni nella città i nuovi cassonetti interrati dei rifiuti. Il sistema consente di sostituire i tradizionali cassonetti dell’immondizia con dei contenitori ecologici disposti sotto il livello stradale. All’esterno compaiono solo degli eleganti bocchettoni attraverso cui introdurre i rifiuti. Con questo sistema i cittadini non potranno lasciare i sacchetti dei rifiuti all’esterno dei recipienti come accade spesso oggi.
I Dirigenti dell’AMIU di Bari (320000 abitanti) dovrebbero guardare a questi due esempi di virtuosismo ambientale e non crogiolarsi in proclami o comunicati stampa per pubblicizzare le proprie azioni operative non proprio efficaci in questi ultimi tempi. Mappatura della dislocazione dei cassonetti,svuotamento dei cassonetti per rifiuti urbani e non in tempi brevi,lavaggio e disinfestazione settimanale degli stessi, richiesta di un maggior controllo da parte di vigili sulle modalità di conferimento dei rifiuti,questi alcuni dei provvedimenti urgenti che i cittadini chiedono ai dirigenti della Municipalizzata barese.
M.G.

10 maggio 2009

RESPINTI 1500 Clandestini

Maroni: respinti 1500 clandestini Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "Questa mattina mi ha chiamato il capo della polizia Antonio Manganelli e quando chiama il capo della polizia sono sempre un po' preoccupato: o è una buona notizia o è una cattiva. Purtroppo lui ha sempre la stessa voce e all'inizio non si capisce che notizia sia. Per fortuna questa volta mi ha detto 'ministro, le confermo che alle 8.15 abbiamo riportato a Tripoli altri 240 clandestini'". Maroni ricorda che "abbiamo cominciato dopo 10 mesi di trattativa complicata con la Libia ad applicare il principio del respingimento. Sulle acque internazionali che sono di tutti e di nessuno non possiamo lasciarli? Bene non facciamo altro che riportarli da dove sono venuti". "Abbiamo cominciato cinque giorni fa - sottolinea il ministro -. Sino a oggi abbiamo respinto oltre sei barconi per circa 1500 clandestini che sarebbero dovuti essere ospitati da noi. Una svolta importante non è una novità in assoluto, ma assoluta nei confronti della Libia da cui arrivano oltre il 90% degli sbarchi avvenuti a Lampedusa. Chiudendo l'emorragia dalla Libia, possiamo dire che la piaga dell'immigrazione clandestina può dirsi risolta. Non è stato facile. Confermo e garantisco che le critiche, le accuse anche violente che ci vengono fatte da qualche rappresentante dell'Onu, che non è l'Onu, e da qualche organizzazione cattolica, che non è il Vaticano, mi entrano da una parte e escono dall'altra. Siamo i garanti per tutta Europa non solo per l'Italia".

7 maggio 2009

Leggi razziali? È una vera idiozia

È una vera idiozia». Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni intervenendo a «Panorama del giorno» su Canale 5 definisce le affermazioni del leader del Pd, Dario Franceschini che aveva evocato lo spettro delle leggi razziali per alcuni articoli del ddl sicurezza. «Io - aggiunge Maroni - dovrei indignarmi di questa cosa, ma ci sorrido solo perché capisco due cose. Primo che Franceschini non ha minimamente letto il nostro provvedimento, secondo che quello che dice Franceschini è la conferma che sul tema dell'immigrazione noi combattiamo l'immigrazione clandestina e facciamo ogni sforzo per integrare quelli che vengono onestamente a lavorare, Franceschini e il Partito democratico - aggiunge - sono invece a favore dell'immigrazione clandestina, non c'è altra ragione per dire le stupidaggini che Franceschini ha detto».
LA DIFESA DEL DDL SICUREZZA- «Tutte le norme che abbiamo introdotto sono presenti nell'ordinamento europeo e sono state discusse con il commissario europeo», ha detto ancora Maroni per il quale il pacchetto sicurezza costituisce un passo in avanti importante «nella lotta all'immigrazione clandestina e nella lotta alla criminalità organizzata. Abbiamo messo norme antimafia concordate con il procuratore nazionale, Piero Grasso e con le associazioni antiracket e la Confindustria Sicilia che si batte quotidianamente contro la mafia». Il ministro commentando ancora le parole di Franceschini si è detto «allibito nel sentire chi queste norme le critica senza neanche averle lette. Evidentemente chi lo fa è più dalla parte dei mafiosi che non dalla parte dei cittadini onesti». (Da il Corriere della Sera)

1 maggio 2009

CULTURA E TURISMO: SCHITTULLI A PALESE




Il servizio filmato è su http://circoscrizione1.altervista.org/

Una sala gremita di tanti cittadini ha fatto da cornice al convegno su “Cultura e turismo,la scommessa passa dalla Provincia di Bari”che si è svolto Lunedi scorso a Palese presso l’Hotel La Baia. Relatori i consiglieri provinciali Luigi Fera e Michele Roca, il coordinatore regionale del PDL Sen.Francesco Amoruso,il candidato presidente alla Provincia di Bari Francecso Schittulli e l’On.Gabriella Carlucci. Il “palesino” Schittulli nel suo intervento interrotto diverse volte dagli applausi dell’assemblea ,dopo aver dichiarato il suo si convinto al trascorso referendum sull’autonomia,ha parlato fra l’altro di Palese e Santo Spirito che, a suo dire, devono diventare mete turistiche perché,hanno ottime spiagg ed un mare pulito da far invidia ad altri mari più blasonati come quello della Sardegna.Ci sono buoni alberghi che devono essere sorretti dalla Provincia che,fra l’altro-ha dichiarato SChittulli- dovrà anche incentivare nuove aperture di luoghi di ristorazione in previsione di un auspicato aumento del flusso turistico Per questo dovrà essere rivisitato l’attuale lungomare dal Lido Lucciola fino ad oltre il poligono di tiro che oggi è un ostacolo per l’allungamento del lungomare..L’Ostello della gioventù oggi casa per i topi, deve diventare luogo di ritrovo per i giovani. Creare percorsi turistici per i croceristi che arrivano a Bari attraverso l’impegno di cooperative di giovani sostenute dalla Provincia ; a proposito di giovani,il candidato presidente ha dichiarato che istituirà un assessorato alle problematiche giovanili . Anche per la cultura,riferendosi a Palese, Schittulli ha le idee chiare ed ha fatto riferimento alla ristrutturazione dello storico Cinema Arena Impero che rischia di non aprire più.Bisognerà impegnarsi attraverso idonea ristrutturazione per farlo diventare un contenitore culturale per il territorio sia d’inverno che d’estate,il .cinema Arena Impero ,deve diventare un teatro permanente .
Per tutto questo-ha concluso Schittulli-terrà sotto pressione i due parlamentari pugliesi perché lo aiutino a realizzare il suo programma sia in loco che in tutta la Provincia di Bari. Sono seguiti gli interventi degli altri oratori che si sono particolarmente soffermati sui Fondi che l’Europa mette a disposizione per la realizzazione di progetti in campo turistico e culturale a cui un ente pubblico come la Provincia di Bari può attingere a piene mani.
Gaetano Macina

23 aprile 2009

I lavoratori di All Music: «De Benedetti numero 1 solo nel lasciarci a casa

Milano«Ha presente il megadirettore di Fantozzi? Quello che chiamava i dipendenti “cari inferiori”?». Era il conte Barambani ed era il 1980. Oggi il conte è diventato Ingegnere e si chiama Carlo De Benedetti. Invece di tirare al piattello sul suo yacht, l’editore della progressista Repubblica e del girotondino Micromega gioca a fare l’imprenditore illuminato. Ma la considerazione per i sottoposti è la stessa. E quindi via coi licenziamenti a nastro, neomamme comprese.Stanno tutti davanti alla sede di All Music in via Tortona a Milano, i 29 dipendenti licenziati. Sono pochi per scuotere l’opinione pubblica (nessun giornalista dal taccuino indignato) ma abbastanza per incuriosire i passanti. Sono montatori, registi, segretarie. Cantano e chiedono di visitare il loro sito, www.fallmusic.tk. Sono i tecnici della tv musicale che il Gruppo Espresso ha rilevato da Peruzzo editore nel 2004 e che ha deciso di «ridimensionare». Perché gli imprenditori di destra «sfruttano», quelli di sinistra «ridimensionano». Ma ai 29 la politica non interessa. Hanno tamburi, volantini, striscioni con scritto «vergogna» e un contratto a tempo indeterminato che diventerà carta straccia perché l’azienda «con grande e profondo rammarico» ha deciso di tagliare gli sprechi, partendo da loro. «Però ci hanno regalato il cd di Giusy Ferreri», ironizza qualcuno.Tutto intorno pulsa il cuore trendy del Salone del mobile. Davanti ai cancelli della tv, invece, è il Festival della mobilità: «Magari fossimo in mobilità - spiega Alessandro, rappresentante sindacale -. Qui siamo proprio al licenziamento. Non si era mai visto un simile repulisti in una tv. E per questo pericoloso precedente dobbiamo ringraziare De Benedetti, l’uomo-sponsor della sinistra che pontifica sugli ammortizzatori sociali e poi butta le famiglie in mezzo alla strada». Alessandro ha 54 anni e non ha mai manifestato in vita sua. Non è uno sgallettato della Mtv generation che può rimettersi in gioco, né un aficionado del megafono. Lavora a Rete A, l’emittente per cui All Music trasmette, da oltre 20 anni. È uno di quei padri di famiglia che il Pd voleva difendere, ma che forse - essendo De Benedetti tesserato numero uno del partito - a pensarci bene è un po’ meno padre degli altri: «Abbiamo ricevuto solidarietà da tutte le forze politiche: Lega, Idv, Comunisti, Pdl. Solo il Pd è stato zitto». Alessandro indica un cartello: «Belle parole, cattive azioni».Perché a un sit in di dipendenti di una tv musicale ti aspetteresti di trovare Dj fichi e miss in minigonna. Invece ti trovi davanti soprattutto professionisti di mezza età, gente come Giuseppe: «Due anni alla pensione, mi mancano. Due anni... ». Tace e allunga un volantino a una giapponese che fotografa la civilissima protesta da dietro un paio di occhiali da 400 euro. Giuseppe era un fattorino e se l’azienda non fa marcia indietro, va a casa. I deejay coi pantaloni a vita bassa, invece, sono collaboratori. Intoccabili.L’azienda parla di cattivi risultati per disfarsi di loro. Poi, però, l’Ingegnere va ospite da Fabio Fazio, ricorda che «se un lavoratore viene licenziato può solo andare a rubare le formaggette, come già accade». «L’altro giorno ero al supermercato e l’ho trovata, la sua formaggetta - sbotta sarcastica Caterina -: mi sono messa a dire “ora la rubo!”. Tanto ho il permesso di De Maledetti!». Caterina ha 45 anni e lavora ad All Music
(Fonte ilgiornale.it)

21 aprile 2009

Comunicato stampa del comitato per l'autonomia di Palese-S.Spirito

Il Comitato “Insieme per l’Autonomia di Palese Macchie e S. Spirito’ prende atto con piacere dei risultati del referendum consultivo svoltosi nella giornata di domenica 19aprile2009. Si è registrato un grande consenso al progetto autonomista che ha visto il successo dei sì in tutto il territorio interessato dalla consultazione elettorale; finanche in quelle zone, come Catino e S. Pio, ove più forti potevano ritenersi i legami della popolazione con la città di Bari, e più tenui le ragioni di un’identitàcondivisaIl Comitato è riuscito a portare alle urne quasi settemila cittadini, in una giornata difficile anche per le condizioni meteorologiche, e quasi l’ottanta per cento di essi si è espresso per il si all’autonomia comunale. Consistente è stato l’afflusso alle urne, con percentuale prossima —in una sola giornata- al trenta per cento degli aventi diritto al voto, assai superiore a quella di tutte le più recenti consultazioni referendarie, e paragonabile alla percentuale di votanti alle elezioni suppletive per il Senato del gennaio 2005, in cui però concorrevano le forze politiche nazionali ed i loro candidati locali Si è confermata esatta e corretta la previsione del Comitato referendario che aveva proposto, anche per ragioni di economia, che il referendum avesse luogo contemporaneamente alle elezioni europee ed amministrative; proposta non accolta dal Comune di Bari e dalla Regione Puglia. Il risultato ottenuto è quindi assai confortante, nonostante la campagna referendaria si sia dovuta basare sulla sola spinta spontanea ed “autofinanziata” del Comitato e dei suoi sostenitori, mentre è mancata del tutto ogni forma di pubblicità e persino di informazione istituzionale, ed avendo quasi tutte le forze politiche deciso di ostentare distacco dai temi posti dal referendum. Si son dovute registrare forme di disinteresse anche da parte degli organi preposti alla regolazione delle consultazioni e di vero e proprio ostruzionismo, anche ad opera di personaggi locali, proiettati verso le campagne elettorali per le prossime consultazioni europee cd amministrative. La intensa propaganda già in atto per tali competizioni ha distolto molti degli elettori dall’attenzione al referendum. Il processo autonomista esce quindi fortemente rafforzato dal referendum consultivo. L’auspicio del Comitato è che gli evidenti segnali emersi dalle urne vengano colti dagli altri soggetti coinvolti nel procedimento avviato e che lo stesso proceda speditamente verso la rapida costituzione del Comune autonomo.

Il comitato per l’autonomia di Palese e S.Spirito

19 aprile 2009

Referendum :affluenza alle urne

La percentuale dei votanti alle 19,30 è cresciuta rispetto alle 12,00 dove era al 8% alle 19,30 in alcune sezioni del Duca D'Aosta siamo al 30% e la tendenza è in aumento.Alla scuola media di via Sabotino stessa percentuale con tendenza in aumento.A Santo Spirito siamo al 25 %.

15 aprile 2009

Avv.Felice .Lorusso: facciamo chiarezza !!! Il Referendum è costituzionale.

Bari 14 aprile 2009
Al Direttore de
“Il Corriere del Mezzogiorno”
Via Villari, 50
70122 B a r i
Illustre Direttore,
sono veramente singolari i percorsi di certa pubblica opinione. Mi sto riferendo all’”intervento” apparso quest’oggi sul suo giornale, a firma di Gianni Di Cagno, significativamente titolato “Fermate il referendum a Carbonara e Palese: è anticostituzionale”. In una città come Bari, in cui gli spazi di dialogo e di informazione sono ridotti ai minimi termini se non proprio preclusi ai più, un momento tipico della democrazia, come il referendum, viene “criminalizzato” agli occhi della pubblica opinione, mediante la propalazione di informazioni senza contraddittorio, evidentemente false e fuori del contesto loro proprio.
Questa la tesi: la legge regionale che regola e disciplina il referendum consultivo per l’istituzione di nuovi comuni sarebbe incostituzionale poiché non chiama alla urne tutta la popolazione di Bari ma solo quella dei territori che aspirano alla autonomia. E ciò in forza di alcune pronunzie della Corte Costituzionale che affermerebbero (secondo l’autore dell’intervento) un principio siffatto.
Nulla di più inesatto. In realtà il referendum è stato indetto applicando la legge regionale n. 33 del 20 dicembre 1973 (con le sue successive modificazioni) che, per l’appunto, chiama alle urne proprio i cittadini dei territorio che aspirano all’autonomia. Questa legge in Puglia è stata applicata molte volte, senza che alcuno abbia sollevato alcun problema. Sono stati costituiti, da quando è in vigore, molti altri comuni, fra cui –come esempio fra i tanti- Statte, distaccatasi da Taranto.
Questo in generale. Per quanto riguarda il nostro caso, v’è da dire che il problema della popolazione chiamata ad esprimersi, e della costituzionalità della legge regionale, s’è posto sia in sede di consiglio comunale di Bari che in consiglio regionale. Ed entrambi gli organi, che in realtà non avevano alcun interesse a sostenere la causa autonomistica, hanno concluso per la piena legittimità della consultazione, così come va a svolgersi. E questo perché, almeno nel caso del territorio di Palese e Santo Spirito, esistono tutte le condizioni per la chiamata alle urne delle sole popolazioni che aspirano all’autonomia, proprio alla luce della giurisprudenza costituzionale: discontinuità fisica dal centro, identità socio-economica precisa e differente da quella del capoluogo, limitata entità della popolazione che intende distaccarsi, etc. Del resto, che destino potrebbe mai avere una consultazione dalle condizioni così discriminatorie, che chiamasse alle urne oltre trecentomila persone per decidere la sorte di meno di un decimo di esse?. Quel che Gianni Di Cagno non dice è che la giurisprudenza costituzionale che egli cita si riferisce a casi in cui i “distacchi” avevano altre caratteristiche, e concernevano comuni che andavano a dividersi pressoché a mezzo. Nessuno ha mai dubitato del fatto che, nel caso –come il nostro- di distacco così limitato e parziale, di entità territoriali definite ed identificabili, dovessero esprimersi soltanto gli abitanti dei territori che aspirano all’autonomia. Tant’è che la stessa Corte ha affermato la piena costituzionalità di referendum come il nostro.
Certo, è vero che la città non ha dibattuto sul tema e, in qualche misura, ha abdicato ad una posizione esplicita: ne è testimonianza il fatto che, chiamato ad esprimere il parere di legge, il consiglio comunale di Bari ha rinviato la questione, rimettendosi espressamente all’esito del referendum. Ma, se la città è incapace di esprimere un proprio avviso, se è indifferente al destino di parti importanti del suo territorio, se non riesce ad affrontare i nodi dello sviluppo facendo i conti con il suo passato, ciò non è colpa di chi vuole essere protagonista del proprio destino, di chi vuol prendere in mano il timone di un futuro migliore, di chi vuol rendersi autonomo, affrancandosi da una soggezione antica.
Si dice: che attualità può avere un’autonomia comunale rivendicata alle soglie dell’istituzione della città metropolitana? Come possono conciliarsi le rivendicazioni localistiche con la necessità di programmare per aree vaste? Eppure, chi ha sposato la causa autonomistica non solo conosce benissimo le problematiche delle aree metropolitane, ma ha la legittima pretesa di inquadrare le proprie rivendicazioni nell’ambito della riforma dei poteri locali. Non solo il comune autonomo di Palese S. Spirito non collide con la città metropolitana, ma anzi è coerente con lo spirito che la pervade: non è un mistero per nessuno (tranne per chi non ha letto la legge) che la città metropolitana presuppone una scomposizione dei comuni più grandi, che non hanno più senso “metropolitano”, in entità minori; che la città metropolitana nasce per l’appunto perché inadeguate sono le grandi città come attualmente le conosciamo, incapaci di governare fenomeni complessi e di conciliare le esigenze di aree vaste con le istanze di parti più piccole del loro territorio. E, se non bastasse la letteratura scientifica sull’argomento, è sufficiente il richiamo alla esperienza di ogni giorno, di chi come noi deve ricorrere ad ogni piè sospinto a sollecitazioni, spesso improprie, anche solo per ottenere udienza rispetto ai minimi problemi della vita quotidiana di centri che, come Palese e Santo Spirito, avrebbero tutte le risorse e gli strumenti per risolvere da sé le proprie questioni, piccole o grandi. Se poi la città di Bari non riesce a governare questo ed altri fenomeni non può dar la colpa a quelle comunità che hanno la legittima aspirazione a decidere da sé, nel pieno rispetto tanto della lettera che dello spirito della Costituzione, che non a caso riconosce e garantisce le autonomie.
Mi permetterà quindi di esprimere queste scarne considerazioni, a nome mio personale e del Comitato “Insieme per l’Autonomia di Palese Macchie – S. Spirito”, affinché il pubblico dei lettori del Suo giornale possa avere più compiuta conoscenza del problema.
Restando a disposizione, con ogni cordialità

Felice Lorusso