Maroni: respinti 1500 clandestini Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "Questa mattina mi ha chiamato il capo della polizia Antonio Manganelli e quando chiama il capo della polizia sono sempre un po' preoccupato: o è una buona notizia o è una cattiva. Purtroppo lui ha sempre la stessa voce e all'inizio non si capisce che notizia sia. Per fortuna questa volta mi ha detto 'ministro, le confermo che alle 8.15 abbiamo riportato a Tripoli altri 240 clandestini'". Maroni ricorda che "abbiamo cominciato dopo 10 mesi di trattativa complicata con la Libia ad applicare il principio del respingimento. Sulle acque internazionali che sono di tutti e di nessuno non possiamo lasciarli? Bene non facciamo altro che riportarli da dove sono venuti". "Abbiamo cominciato cinque giorni fa - sottolinea il ministro -. Sino a oggi abbiamo respinto oltre sei barconi per circa 1500 clandestini che sarebbero dovuti essere ospitati da noi. Una svolta importante non è una novità in assoluto, ma assoluta nei confronti della Libia da cui arrivano oltre il 90% degli sbarchi avvenuti a Lampedusa. Chiudendo l'emorragia dalla Libia, possiamo dire che la piaga dell'immigrazione clandestina può dirsi risolta. Non è stato facile. Confermo e garantisco che le critiche, le accuse anche violente che ci vengono fatte da qualche rappresentante dell'Onu, che non è l'Onu, e da qualche organizzazione cattolica, che non è il Vaticano, mi entrano da una parte e escono dall'altra. Siamo i garanti per tutta Europa non solo per l'Italia".
10 maggio 2009
7 maggio 2009
Leggi razziali? È una vera idiozia
È una vera idiozia». Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni intervenendo a «Panorama del giorno» su Canale 5 definisce le affermazioni del leader del Pd, Dario Franceschini che aveva evocato lo spettro delle leggi razziali per alcuni articoli del ddl sicurezza. «Io - aggiunge Maroni - dovrei indignarmi di questa cosa, ma ci sorrido solo perché capisco due cose. Primo che Franceschini non ha minimamente letto il nostro provvedimento, secondo che quello che dice Franceschini è la conferma che sul tema dell'immigrazione noi combattiamo l'immigrazione clandestina e facciamo ogni sforzo per integrare quelli che vengono onestamente a lavorare, Franceschini e il Partito democratico - aggiunge - sono invece a favore dell'immigrazione clandestina, non c'è altra ragione per dire le stupidaggini che Franceschini ha detto».
LA DIFESA DEL DDL SICUREZZA- «Tutte le norme che abbiamo introdotto sono presenti nell'ordinamento europeo e sono state discusse con il commissario europeo», ha detto ancora Maroni per il quale il pacchetto sicurezza costituisce un passo in avanti importante «nella lotta all'immigrazione clandestina e nella lotta alla criminalità organizzata. Abbiamo messo norme antimafia concordate con il procuratore nazionale, Piero Grasso e con le associazioni antiracket e la Confindustria Sicilia che si batte quotidianamente contro la mafia». Il ministro commentando ancora le parole di Franceschini si è detto «allibito nel sentire chi queste norme le critica senza neanche averle lette. Evidentemente chi lo fa è più dalla parte dei mafiosi che non dalla parte dei cittadini onesti». (Da il Corriere della Sera)
LA DIFESA DEL DDL SICUREZZA- «Tutte le norme che abbiamo introdotto sono presenti nell'ordinamento europeo e sono state discusse con il commissario europeo», ha detto ancora Maroni per il quale il pacchetto sicurezza costituisce un passo in avanti importante «nella lotta all'immigrazione clandestina e nella lotta alla criminalità organizzata. Abbiamo messo norme antimafia concordate con il procuratore nazionale, Piero Grasso e con le associazioni antiracket e la Confindustria Sicilia che si batte quotidianamente contro la mafia». Il ministro commentando ancora le parole di Franceschini si è detto «allibito nel sentire chi queste norme le critica senza neanche averle lette. Evidentemente chi lo fa è più dalla parte dei mafiosi che non dalla parte dei cittadini onesti». (Da il Corriere della Sera)
1 maggio 2009
CULTURA E TURISMO: SCHITTULLI A PALESE

Il servizio filmato è su http://circoscrizione1.altervista.org/
Una sala gremita di tanti cittadini ha fatto da cornice al convegno su “Cultura e turismo,la scommessa passa dalla Provincia di Bari”che si è svolto Lunedi scorso a Palese presso l’Hotel La Baia. Relatori i consiglieri provinciali Luigi Fera e Michele Roca, il coordinatore regionale del PDL Sen.Francesco Amoruso,il candidato presidente alla Provincia di Bari Francecso Schittulli e l’On.Gabriella Carlucci. Il “palesino” Schittulli nel suo intervento interrotto diverse volte dagli applausi dell’assemblea ,dopo aver dichiarato il suo si convinto al trascorso referendum sull’autonomia,ha parlato fra l’altro di Palese e Santo Spirito che, a suo dire, devono diventare mete turistiche perché,hanno ottime spiagg ed un mare pulito da far invidia ad altri mari più blasonati come quello della Sardegna.Ci sono buoni alberghi che devono essere sorretti dalla Provincia che,fra l’altro-ha dichiarato SChittulli- dovrà anche incentivare nuove aperture di luoghi di ristorazione in previsione di un auspicato aumento del flusso turistico Per questo dovrà essere rivisitato l’attuale lungomare dal Lido Lucciola fino ad oltre il poligono di tiro che oggi è un ostacolo per l’allungamento del lungomare..L’Ostello della gioventù oggi casa per i topi, deve diventare luogo di ritrovo per i giovani. Creare percorsi turistici per i croceristi che arrivano a Bari attraverso l’impegno di cooperative di giovani sostenute dalla Provincia ; a proposito di giovani,il candidato presidente ha dichiarato che istituirà un assessorato alle problematiche giovanili . Anche per la cultura,riferendosi a Palese, Schittulli ha le idee chiare ed ha fatto riferimento alla ristrutturazione dello storico Cinema Arena Impero che rischia di non aprire più.Bisognerà impegnarsi attraverso idonea ristrutturazione per farlo diventare un contenitore culturale per il territorio sia d’inverno che d’estate,il .cinema Arena Impero ,deve diventare un teatro permanente .
Per tutto questo-ha concluso Schittulli-terrà sotto pressione i due parlamentari pugliesi perché lo aiutino a realizzare il suo programma sia in loco che in tutta la Provincia di Bari. Sono seguiti gli interventi degli altri oratori che si sono particolarmente soffermati sui Fondi che l’Europa mette a disposizione per la realizzazione di progetti in campo turistico e culturale a cui un ente pubblico come la Provincia di Bari può attingere a piene mani.
Gaetano Macina
Per tutto questo-ha concluso Schittulli-terrà sotto pressione i due parlamentari pugliesi perché lo aiutino a realizzare il suo programma sia in loco che in tutta la Provincia di Bari. Sono seguiti gli interventi degli altri oratori che si sono particolarmente soffermati sui Fondi che l’Europa mette a disposizione per la realizzazione di progetti in campo turistico e culturale a cui un ente pubblico come la Provincia di Bari può attingere a piene mani.
Gaetano Macina
23 aprile 2009
I lavoratori di All Music: «De Benedetti numero 1 solo nel lasciarci a casa
Milano«Ha presente il megadirettore di Fantozzi? Quello che chiamava i dipendenti “cari inferiori”?». Era il conte Barambani ed era il 1980. Oggi il conte è diventato Ingegnere e si chiama Carlo De Benedetti. Invece di tirare al piattello sul suo yacht, l’editore della progressista Repubblica e del girotondino Micromega gioca a fare l’imprenditore illuminato. Ma la considerazione per i sottoposti è la stessa. E quindi via coi licenziamenti a nastro, neomamme comprese.Stanno tutti davanti alla sede di All Music in via Tortona a Milano, i 29 dipendenti licenziati. Sono pochi per scuotere l’opinione pubblica (nessun giornalista dal taccuino indignato) ma abbastanza per incuriosire i passanti. Sono montatori, registi, segretarie. Cantano e chiedono di visitare il loro sito, www.fallmusic.tk. Sono i tecnici della tv musicale che il Gruppo Espresso ha rilevato da Peruzzo editore nel 2004 e che ha deciso di «ridimensionare». Perché gli imprenditori di destra «sfruttano», quelli di sinistra «ridimensionano». Ma ai 29 la politica non interessa. Hanno tamburi, volantini, striscioni con scritto «vergogna» e un contratto a tempo indeterminato che diventerà carta straccia perché l’azienda «con grande e profondo rammarico» ha deciso di tagliare gli sprechi, partendo da loro. «Però ci hanno regalato il cd di Giusy Ferreri», ironizza qualcuno.Tutto intorno pulsa il cuore trendy del Salone del mobile. Davanti ai cancelli della tv, invece, è il Festival della mobilità: «Magari fossimo in mobilità - spiega Alessandro, rappresentante sindacale -. Qui siamo proprio al licenziamento. Non si era mai visto un simile repulisti in una tv. E per questo pericoloso precedente dobbiamo ringraziare De Benedetti, l’uomo-sponsor della sinistra che pontifica sugli ammortizzatori sociali e poi butta le famiglie in mezzo alla strada». Alessandro ha 54 anni e non ha mai manifestato in vita sua. Non è uno sgallettato della Mtv generation che può rimettersi in gioco, né un aficionado del megafono. Lavora a Rete A, l’emittente per cui All Music trasmette, da oltre 20 anni. È uno di quei padri di famiglia che il Pd voleva difendere, ma che forse - essendo De Benedetti tesserato numero uno del partito - a pensarci bene è un po’ meno padre degli altri: «Abbiamo ricevuto solidarietà da tutte le forze politiche: Lega, Idv, Comunisti, Pdl. Solo il Pd è stato zitto». Alessandro indica un cartello: «Belle parole, cattive azioni».Perché a un sit in di dipendenti di una tv musicale ti aspetteresti di trovare Dj fichi e miss in minigonna. Invece ti trovi davanti soprattutto professionisti di mezza età, gente come Giuseppe: «Due anni alla pensione, mi mancano. Due anni... ». Tace e allunga un volantino a una giapponese che fotografa la civilissima protesta da dietro un paio di occhiali da 400 euro. Giuseppe era un fattorino e se l’azienda non fa marcia indietro, va a casa. I deejay coi pantaloni a vita bassa, invece, sono collaboratori. Intoccabili.L’azienda parla di cattivi risultati per disfarsi di loro. Poi, però, l’Ingegnere va ospite da Fabio Fazio, ricorda che «se un lavoratore viene licenziato può solo andare a rubare le formaggette, come già accade». «L’altro giorno ero al supermercato e l’ho trovata, la sua formaggetta - sbotta sarcastica Caterina -: mi sono messa a dire “ora la rubo!”. Tanto ho il permesso di De Maledetti!». Caterina ha 45 anni e lavora ad All Music
(Fonte ilgiornale.it)
(Fonte ilgiornale.it)
21 aprile 2009
Comunicato stampa del comitato per l'autonomia di Palese-S.Spirito
Il Comitato “Insieme per l’Autonomia di Palese Macchie e S. Spirito’ prende atto con piacere dei risultati del referendum consultivo svoltosi nella giornata di domenica 19aprile2009. Si è registrato un grande consenso al progetto autonomista che ha visto il successo dei sì in tutto il territorio interessato dalla consultazione elettorale; finanche in quelle zone, come Catino e S. Pio, ove più forti potevano ritenersi i legami della popolazione con la città di Bari, e più tenui le ragioni di un’identitàcondivisaIl Comitato è riuscito a portare alle urne quasi settemila cittadini, in una giornata difficile anche per le condizioni meteorologiche, e quasi l’ottanta per cento di essi si è espresso per il si all’autonomia comunale. Consistente è stato l’afflusso alle urne, con percentuale prossima —in una sola giornata- al trenta per cento degli aventi diritto al voto, assai superiore a quella di tutte le più recenti consultazioni referendarie, e paragonabile alla percentuale di votanti alle elezioni suppletive per il Senato del gennaio 2005, in cui però concorrevano le forze politiche nazionali ed i loro candidati locali Si è confermata esatta e corretta la previsione del Comitato referendario che aveva proposto, anche per ragioni di economia, che il referendum avesse luogo contemporaneamente alle elezioni europee ed amministrative; proposta non accolta dal Comune di Bari e dalla Regione Puglia. Il risultato ottenuto è quindi assai confortante, nonostante la campagna referendaria si sia dovuta basare sulla sola spinta spontanea ed “autofinanziata” del Comitato e dei suoi sostenitori, mentre è mancata del tutto ogni forma di pubblicità e persino di informazione istituzionale, ed avendo quasi tutte le forze politiche deciso di ostentare distacco dai temi posti dal referendum. Si son dovute registrare forme di disinteresse anche da parte degli organi preposti alla regolazione delle consultazioni e di vero e proprio ostruzionismo, anche ad opera di personaggi locali, proiettati verso le campagne elettorali per le prossime consultazioni europee cd amministrative. La intensa propaganda già in atto per tali competizioni ha distolto molti degli elettori dall’attenzione al referendum. Il processo autonomista esce quindi fortemente rafforzato dal referendum consultivo. L’auspicio del Comitato è che gli evidenti segnali emersi dalle urne vengano colti dagli altri soggetti coinvolti nel procedimento avviato e che lo stesso proceda speditamente verso la rapida costituzione del Comune autonomo.
Il comitato per l’autonomia di Palese e S.Spirito
Il comitato per l’autonomia di Palese e S.Spirito
20 aprile 2009
19 aprile 2009
Referendum :affluenza alle urne
La percentuale dei votanti alle 19,30 è cresciuta rispetto alle 12,00 dove era al 8% alle 19,30 in alcune sezioni del Duca D'Aosta siamo al 30% e la tendenza è in aumento.Alla scuola media di via Sabotino stessa percentuale con tendenza in aumento.A Santo Spirito siamo al 25 %.
15 aprile 2009
Avv.Felice .Lorusso: facciamo chiarezza !!! Il Referendum è costituzionale.
Bari 14 aprile 2009
Al Direttore de
“Il Corriere del Mezzogiorno”
Via Villari, 50
70122 B a r i
Illustre Direttore,
sono veramente singolari i percorsi di certa pubblica opinione. Mi sto riferendo all’”intervento” apparso quest’oggi sul suo giornale, a firma di Gianni Di Cagno, significativamente titolato “Fermate il referendum a Carbonara e Palese: è anticostituzionale”. In una città come Bari, in cui gli spazi di dialogo e di informazione sono ridotti ai minimi termini se non proprio preclusi ai più, un momento tipico della democrazia, come il referendum, viene “criminalizzato” agli occhi della pubblica opinione, mediante la propalazione di informazioni senza contraddittorio, evidentemente false e fuori del contesto loro proprio.
Questa la tesi: la legge regionale che regola e disciplina il referendum consultivo per l’istituzione di nuovi comuni sarebbe incostituzionale poiché non chiama alla urne tutta la popolazione di Bari ma solo quella dei territori che aspirano alla autonomia. E ciò in forza di alcune pronunzie della Corte Costituzionale che affermerebbero (secondo l’autore dell’intervento) un principio siffatto.
Nulla di più inesatto. In realtà il referendum è stato indetto applicando la legge regionale n. 33 del 20 dicembre 1973 (con le sue successive modificazioni) che, per l’appunto, chiama alle urne proprio i cittadini dei territorio che aspirano all’autonomia. Questa legge in Puglia è stata applicata molte volte, senza che alcuno abbia sollevato alcun problema. Sono stati costituiti, da quando è in vigore, molti altri comuni, fra cui –come esempio fra i tanti- Statte, distaccatasi da Taranto.
Questo in generale. Per quanto riguarda il nostro caso, v’è da dire che il problema della popolazione chiamata ad esprimersi, e della costituzionalità della legge regionale, s’è posto sia in sede di consiglio comunale di Bari che in consiglio regionale. Ed entrambi gli organi, che in realtà non avevano alcun interesse a sostenere la causa autonomistica, hanno concluso per la piena legittimità della consultazione, così come va a svolgersi. E questo perché, almeno nel caso del territorio di Palese e Santo Spirito, esistono tutte le condizioni per la chiamata alle urne delle sole popolazioni che aspirano all’autonomia, proprio alla luce della giurisprudenza costituzionale: discontinuità fisica dal centro, identità socio-economica precisa e differente da quella del capoluogo, limitata entità della popolazione che intende distaccarsi, etc. Del resto, che destino potrebbe mai avere una consultazione dalle condizioni così discriminatorie, che chiamasse alle urne oltre trecentomila persone per decidere la sorte di meno di un decimo di esse?. Quel che Gianni Di Cagno non dice è che la giurisprudenza costituzionale che egli cita si riferisce a casi in cui i “distacchi” avevano altre caratteristiche, e concernevano comuni che andavano a dividersi pressoché a mezzo. Nessuno ha mai dubitato del fatto che, nel caso –come il nostro- di distacco così limitato e parziale, di entità territoriali definite ed identificabili, dovessero esprimersi soltanto gli abitanti dei territori che aspirano all’autonomia. Tant’è che la stessa Corte ha affermato la piena costituzionalità di referendum come il nostro.
Certo, è vero che la città non ha dibattuto sul tema e, in qualche misura, ha abdicato ad una posizione esplicita: ne è testimonianza il fatto che, chiamato ad esprimere il parere di legge, il consiglio comunale di Bari ha rinviato la questione, rimettendosi espressamente all’esito del referendum. Ma, se la città è incapace di esprimere un proprio avviso, se è indifferente al destino di parti importanti del suo territorio, se non riesce ad affrontare i nodi dello sviluppo facendo i conti con il suo passato, ciò non è colpa di chi vuole essere protagonista del proprio destino, di chi vuol prendere in mano il timone di un futuro migliore, di chi vuol rendersi autonomo, affrancandosi da una soggezione antica.
Si dice: che attualità può avere un’autonomia comunale rivendicata alle soglie dell’istituzione della città metropolitana? Come possono conciliarsi le rivendicazioni localistiche con la necessità di programmare per aree vaste? Eppure, chi ha sposato la causa autonomistica non solo conosce benissimo le problematiche delle aree metropolitane, ma ha la legittima pretesa di inquadrare le proprie rivendicazioni nell’ambito della riforma dei poteri locali. Non solo il comune autonomo di Palese S. Spirito non collide con la città metropolitana, ma anzi è coerente con lo spirito che la pervade: non è un mistero per nessuno (tranne per chi non ha letto la legge) che la città metropolitana presuppone una scomposizione dei comuni più grandi, che non hanno più senso “metropolitano”, in entità minori; che la città metropolitana nasce per l’appunto perché inadeguate sono le grandi città come attualmente le conosciamo, incapaci di governare fenomeni complessi e di conciliare le esigenze di aree vaste con le istanze di parti più piccole del loro territorio. E, se non bastasse la letteratura scientifica sull’argomento, è sufficiente il richiamo alla esperienza di ogni giorno, di chi come noi deve ricorrere ad ogni piè sospinto a sollecitazioni, spesso improprie, anche solo per ottenere udienza rispetto ai minimi problemi della vita quotidiana di centri che, come Palese e Santo Spirito, avrebbero tutte le risorse e gli strumenti per risolvere da sé le proprie questioni, piccole o grandi. Se poi la città di Bari non riesce a governare questo ed altri fenomeni non può dar la colpa a quelle comunità che hanno la legittima aspirazione a decidere da sé, nel pieno rispetto tanto della lettera che dello spirito della Costituzione, che non a caso riconosce e garantisce le autonomie.
Mi permetterà quindi di esprimere queste scarne considerazioni, a nome mio personale e del Comitato “Insieme per l’Autonomia di Palese Macchie – S. Spirito”, affinché il pubblico dei lettori del Suo giornale possa avere più compiuta conoscenza del problema.
Restando a disposizione, con ogni cordialità
Felice Lorusso
Al Direttore de
“Il Corriere del Mezzogiorno”
Via Villari, 50
70122 B a r i
Illustre Direttore,
sono veramente singolari i percorsi di certa pubblica opinione. Mi sto riferendo all’”intervento” apparso quest’oggi sul suo giornale, a firma di Gianni Di Cagno, significativamente titolato “Fermate il referendum a Carbonara e Palese: è anticostituzionale”. In una città come Bari, in cui gli spazi di dialogo e di informazione sono ridotti ai minimi termini se non proprio preclusi ai più, un momento tipico della democrazia, come il referendum, viene “criminalizzato” agli occhi della pubblica opinione, mediante la propalazione di informazioni senza contraddittorio, evidentemente false e fuori del contesto loro proprio.
Questa la tesi: la legge regionale che regola e disciplina il referendum consultivo per l’istituzione di nuovi comuni sarebbe incostituzionale poiché non chiama alla urne tutta la popolazione di Bari ma solo quella dei territori che aspirano alla autonomia. E ciò in forza di alcune pronunzie della Corte Costituzionale che affermerebbero (secondo l’autore dell’intervento) un principio siffatto.
Nulla di più inesatto. In realtà il referendum è stato indetto applicando la legge regionale n. 33 del 20 dicembre 1973 (con le sue successive modificazioni) che, per l’appunto, chiama alle urne proprio i cittadini dei territorio che aspirano all’autonomia. Questa legge in Puglia è stata applicata molte volte, senza che alcuno abbia sollevato alcun problema. Sono stati costituiti, da quando è in vigore, molti altri comuni, fra cui –come esempio fra i tanti- Statte, distaccatasi da Taranto.
Questo in generale. Per quanto riguarda il nostro caso, v’è da dire che il problema della popolazione chiamata ad esprimersi, e della costituzionalità della legge regionale, s’è posto sia in sede di consiglio comunale di Bari che in consiglio regionale. Ed entrambi gli organi, che in realtà non avevano alcun interesse a sostenere la causa autonomistica, hanno concluso per la piena legittimità della consultazione, così come va a svolgersi. E questo perché, almeno nel caso del territorio di Palese e Santo Spirito, esistono tutte le condizioni per la chiamata alle urne delle sole popolazioni che aspirano all’autonomia, proprio alla luce della giurisprudenza costituzionale: discontinuità fisica dal centro, identità socio-economica precisa e differente da quella del capoluogo, limitata entità della popolazione che intende distaccarsi, etc. Del resto, che destino potrebbe mai avere una consultazione dalle condizioni così discriminatorie, che chiamasse alle urne oltre trecentomila persone per decidere la sorte di meno di un decimo di esse?. Quel che Gianni Di Cagno non dice è che la giurisprudenza costituzionale che egli cita si riferisce a casi in cui i “distacchi” avevano altre caratteristiche, e concernevano comuni che andavano a dividersi pressoché a mezzo. Nessuno ha mai dubitato del fatto che, nel caso –come il nostro- di distacco così limitato e parziale, di entità territoriali definite ed identificabili, dovessero esprimersi soltanto gli abitanti dei territori che aspirano all’autonomia. Tant’è che la stessa Corte ha affermato la piena costituzionalità di referendum come il nostro.
Certo, è vero che la città non ha dibattuto sul tema e, in qualche misura, ha abdicato ad una posizione esplicita: ne è testimonianza il fatto che, chiamato ad esprimere il parere di legge, il consiglio comunale di Bari ha rinviato la questione, rimettendosi espressamente all’esito del referendum. Ma, se la città è incapace di esprimere un proprio avviso, se è indifferente al destino di parti importanti del suo territorio, se non riesce ad affrontare i nodi dello sviluppo facendo i conti con il suo passato, ciò non è colpa di chi vuole essere protagonista del proprio destino, di chi vuol prendere in mano il timone di un futuro migliore, di chi vuol rendersi autonomo, affrancandosi da una soggezione antica.
Si dice: che attualità può avere un’autonomia comunale rivendicata alle soglie dell’istituzione della città metropolitana? Come possono conciliarsi le rivendicazioni localistiche con la necessità di programmare per aree vaste? Eppure, chi ha sposato la causa autonomistica non solo conosce benissimo le problematiche delle aree metropolitane, ma ha la legittima pretesa di inquadrare le proprie rivendicazioni nell’ambito della riforma dei poteri locali. Non solo il comune autonomo di Palese S. Spirito non collide con la città metropolitana, ma anzi è coerente con lo spirito che la pervade: non è un mistero per nessuno (tranne per chi non ha letto la legge) che la città metropolitana presuppone una scomposizione dei comuni più grandi, che non hanno più senso “metropolitano”, in entità minori; che la città metropolitana nasce per l’appunto perché inadeguate sono le grandi città come attualmente le conosciamo, incapaci di governare fenomeni complessi e di conciliare le esigenze di aree vaste con le istanze di parti più piccole del loro territorio. E, se non bastasse la letteratura scientifica sull’argomento, è sufficiente il richiamo alla esperienza di ogni giorno, di chi come noi deve ricorrere ad ogni piè sospinto a sollecitazioni, spesso improprie, anche solo per ottenere udienza rispetto ai minimi problemi della vita quotidiana di centri che, come Palese e Santo Spirito, avrebbero tutte le risorse e gli strumenti per risolvere da sé le proprie questioni, piccole o grandi. Se poi la città di Bari non riesce a governare questo ed altri fenomeni non può dar la colpa a quelle comunità che hanno la legittima aspirazione a decidere da sé, nel pieno rispetto tanto della lettera che dello spirito della Costituzione, che non a caso riconosce e garantisce le autonomie.
Mi permetterà quindi di esprimere queste scarne considerazioni, a nome mio personale e del Comitato “Insieme per l’Autonomia di Palese Macchie – S. Spirito”, affinché il pubblico dei lettori del Suo giornale possa avere più compiuta conoscenza del problema.
Restando a disposizione, con ogni cordialità
Felice Lorusso
9 aprile 2009
Convegno PDL su Casa e Ferrovie a Palese

Sala gremita all’Hotel La baia di Palese dove si è svolto un convegno sul piano casa Berlusconi e sul nodo ferroviario.La parte più interessante del convegno e che tocca direttamente i palesini è stato il tema delle ferrovie ovvero le soluzioni per risolvere i problemi dei passaggi a livello.L’interramento- è stato detto-è una soluzione di ampio respiro che preoccupa alcuni cittadini per un ipotetico abbattimento delle loro case per far spazio a binari alternativi .L’ing Andrea Renna propone che ,come a Castellanza (Varese) ,si possa operare con la talpa,un macchinario potente,capace di scavare tunnel da 8 metri di diametro senza inficiare il passaggio dei treni in superficie.Per Di Cagno Abbrescia,l’interramento è una soluzione condivisibile ma richiede tempi lunghi,nel frattempo resta dell’idea che nell’immediato la migliore soluzione siano i sottopassi e cavalcavia .
In precedenza erano intervenuti il segretario regionale del PDL Amoruso,il candidato presidente alla Provincia Schittulli,il Senatore Lettieri, l’Avv.Paolo Ranieri,palesino doc, che,fra l’altro, ha stigmatizzato la somma esigua ,appena 3 Milioni di Euro per il 2009,prevista dalla Giunta Emilano per la Prima Circoscrizione per le opere pubbliche.Ha poi evidenziato l’importanza del referendum del 19 Aprile 2009 invitando i cittadini a riflettere e prendere coscienza del tema ed a dire la loro durante la consultazione Ha moderato il convegno Gustavo Delgado
In precedenza erano intervenuti il segretario regionale del PDL Amoruso,il candidato presidente alla Provincia Schittulli,il Senatore Lettieri, l’Avv.Paolo Ranieri,palesino doc, che,fra l’altro, ha stigmatizzato la somma esigua ,appena 3 Milioni di Euro per il 2009,prevista dalla Giunta Emilano per la Prima Circoscrizione per le opere pubbliche.Ha poi evidenziato l’importanza del referendum del 19 Aprile 2009 invitando i cittadini a riflettere e prendere coscienza del tema ed a dire la loro durante la consultazione Ha moderato il convegno Gustavo Delgado
6 aprile 2009
REFERENDUM 19 APRILE 2009
Caro cittadino,ricorda che il 19 Aprile 2009 si voterà per il referendum sull'autonomia di Palese e Santo Spirito.Sarà un'occasione irripetibile per decidere se diventare comune autonomo o no.
Tutte le condizioni ci sono e le ha "certificate" la VII^commissione della Regione Puglia composta da tutti i gruppi politici(di Destra e Sinistra) ,un organo istituzionale ben al di sopra di qualche"misero" consigliere comunali o consiglier circoscrizionale .Detta Commissione si è espressa favorevolmente sull'indizione del referendum con alcune considerazioni degne di rilievo:
-i vari servizi comunali, primari e non, esistenti quali trasporti, servizi idrici e fognari, rete di distribuzione del gas, illuminazione, rete telefonica, etc., risultano essere sufficienti;
è stata valutata l’analisi socio-economica prodotta dalla città di Bari relativa alla I Circoscrizione;
-i vari servizi comunali, primari e non, esistenti quali trasporti, servizi idrici e fognari, rete di distribuzione del gas, illuminazione, rete telefonica, etc., risultano essere sufficienti;
è stata valutata l’analisi socio-economica prodotta dalla città di Bari relativa alla I Circoscrizione;
-Considerando, altresì, che l’istituendo comune comprende una popolazione di circa 30.000 abitanti si andrebbe a realizzare una realtà di gran lunga superiore a tante altre già esistenti che costellano il territorio regionale.
-E’ lecito, anche, ritenere che il nuovo comune che si andrebbe ad istituire potrebbe trarre benefici in termini di sviluppo soprattutto economico e sociale che non recherebbero danno alcuno agli interessi della Città di Bari ma, al contrario, quest’ultimo ne trarrebbe grande giovamento anche in un’ottica di futura Area metropolitana
-per quanto innanzi detto, ha determinato positivamente la possibilità di elevare a comune autonomo il nucleo urbano interessato e ne conferma la decisione di procedere con le iniziative previste dalla normativa vigente.
Firmato il Presidente della Commissione Prof Chiarelli
5 aprile 2009
Il Papa: mai più simili tragedie
Benedetto XVI: migranti morti in mare, mai più simili tragedie
CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI ha ricordato oggi con commozione i "fratelli e le sorelle africani" che hanno perso la vita pochi giorni fa nei barconi affondati nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l'Europa; "non possiamo rassegnarci a simili tragedie", ha detto il papa, esortando a "urgenti strategie coordinate" tra Ue e Stati africani per "impedire che questi migranti ricorrano a trafficanti senza scrupoli". "Vorrei ricordare con grande pena i nostri fratelli e sorelle africani, che pochi giorni fa hanno trovato la morte nel Mare Mediterraneo, mentre cercavano di raggiungere l'Europa", ha spiegato Ratzinger, prima della preghiera dell'Angelus, a conclusione della messa delle Palme a piazza San Pietro. "Non possiamo rassegnarci a tali tragedie, che purtroppo si ripetono da tempo!", ha esclamato. " Le dimensioni del fenomeno rendono sempre più urgenti strategie coordinate tra Unione Europea e Stati africani, come pure l'adozione di adeguate misure di carattere umanitario, per impedire che questi migranti ricorrano a trafficanti senza scrupoli". "Mentre prego per le vittime, perché il Signore le accolga nella sua pace, vorrei osservare che questo problema, ulteriormente aggravato dalla crisi globale, troverà soluzione solo quando le popolazioni africane, con l'aiuto della comunità internazionale, potranno affrancarsi dalla miseria e dalle guerre". (ANSA)
28 marzo 2009
Prima Parte discorso di Berlusconi all'apertura del Primo Congresso Nazionale del PDL-Roma 27 Marzo 2009

Amiche carissime, cari amici, la sera del 2 dicembre 2006, in piazza San Giovanni a Roma, di fronte ai due milioni di italiani che per la prima volta, contro il governo delle sinistre e delle tasse, sventolavano insieme le bandiere di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e degli altri partiti moderati che, come noi, si riconoscono nei principi e nei valori della libertà mi vennero spontanee queste parole “Chi crede nella libertà non è mai solo”. Le stesse parole le ripeto oggi qui per celebrare con voi l’avverarsi di un grande sogno: la nascita ufficiale del “Popolo della Libertà”, un movimento che in realtà è già nato, è già cresciuto, è già forte, è già vincente. Il Popolo della libertà già esiste perché è nato nella mente e nel cuore di milioni di italiani, che lo hanno voluto e costruito nelle piazze, nelle strade, nei gazebo, e poi l’hanno votato, superando di slancio le divisioni partitiche del passato. E’ un partito forte, il più grande per numero di consensi. E’ un partito vincente, che si è già affermato in modo splendido nelle urne il 13-14 aprile 2008, e poi al Comune di Roma, poi nel Friuli Venezia Giulia, poi in Sicilia, poi in Abruzzo e poi in Sardegna. Oggi i sondaggi ci danno al 43 per cento. Puntiamo al 51 per cento. Sappiamo come arrivarci, sono sicuro che ci arriveremo. Siamo moltissimi a credere negli stessi ideali: non solo qui, ma in ogni Comune d’Italia, in ogni casa, nei luoghi dove si studia, dove si lavora, dove si produce, al Nord, al Centro, al Sud, nelle nostre Isole. Siamo un popolo operoso di donne e di uomini di tutte le età, giovani e meno giovani, che sanno essere tenaci e pazienti, che sanno essere umili e fieri, che credono nel futuro. Siamo una forza positiva, un’energia costruttiva al servizio del Paese. Siamo il partito degli italiani, siamo il partito degli italiani di buon senso e di buona volontà, siamo il partito degli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi. Abbiamo già costruito qualcosa che prima non c’era, stiamo rendendo possibili in Italia il bipolarismo e la democrazia dell’alternanza. E’ stato grazie a noi che la sovranità è stata restituita nelle mani del popolo, rompendo definitivamente lo schema per il quale prima si prendevano i voti e poi si diceva con chi e per che cosa si intendeva governare. Gli italiani lo hanno capito e hanno dimostrato di condividere il metodo democratico del bipolarismo e, in prospettiva, del bipartitismo come base del confronto politico e della governabilità, senza la quale è impossibile avviare e condurre a termine una vera stagione di riforme e di ammodernamento dell’Italia.
25 marzo 2009
La Prima Circoscrizione avrà due rappresentanti al 1^ Congresso del Popolo della Libertà
Due esimi cittadini della prima circoscrizione rappresenteranno i cinque quartieri della Prima Circoscrizione al Primo congresso nazionale del Popolo della Libertà che si svolgerà presso la Nuova Fiera di Roma il 27-28-29 Marzo 2009
All'evento parteciperanno 6.000 delegati, in rappresentanza di tutti i movimenti, associazioni e partiti fondatori del nuovo movimento politico.I due rappresentanti locali saranno il Presidente della 1^ Circoscrizione avv. Fernando Rodio ed il Consigliere Comunale prof. Giuseppe Garofalo Varcaccio. Da tempo il Presidente Rodio ed il Consigliere Varcaccio hanno lavorato sul territorio per realizzare in anticipo la fusione di Alleanza Nazionale e di Forza Italia . Infatti sin da due anni fa il Presidente Rodio ha creato sul territorio (una a Santo Spirito ed una a Catino) due sezioni dell’istituendo Partito agendo in simbiosi con i due Circoli Territoriali di A.N. che finalmente da domenica potranno sfoggiare il nuovo logo.E’ un momento importante per la prima circoscrizione che, con la rappresentanza al congresso di Roma di ben due delegati, ottiene un giusto riconoscimento politico al grande consenso in termini di voti apportati al centro-destra nel corso di questi anni
All'evento parteciperanno 6.000 delegati, in rappresentanza di tutti i movimenti, associazioni e partiti fondatori del nuovo movimento politico.I due rappresentanti locali saranno il Presidente della 1^ Circoscrizione avv. Fernando Rodio ed il Consigliere Comunale prof. Giuseppe Garofalo Varcaccio. Da tempo il Presidente Rodio ed il Consigliere Varcaccio hanno lavorato sul territorio per realizzare in anticipo la fusione di Alleanza Nazionale e di Forza Italia . Infatti sin da due anni fa il Presidente Rodio ha creato sul territorio (una a Santo Spirito ed una a Catino) due sezioni dell’istituendo Partito agendo in simbiosi con i due Circoli Territoriali di A.N. che finalmente da domenica potranno sfoggiare il nuovo logo.E’ un momento importante per la prima circoscrizione che, con la rappresentanza al congresso di Roma di ben due delegati, ottiene un giusto riconoscimento politico al grande consenso in termini di voti apportati al centro-destra nel corso di questi anni
24 marzo 2009
DOMENICA TUTTI A TORREMAGGIORE(FG)
L’ufficio stampa dell’ A.S.D. LIBERTAS PALESE comunica che in vista della difficile trasferta di Torremaggiore di Domenica 29 Marzo 2009, la società sta organizzando un pullman per i tifosi. Si partirà alle 13,00 , l'orario potrebbe essere suscettibile di variazioni. Il viaggio sarà gratuito. Per prenotare il posto in pullman rivolgersi a: TOMMASO DE RASMO, via Gino Priolo,negozio ed ANGELO MARSICO, via A.Diaz,barberia.
Per tale occasione la società Libertas Palese invita tutti gli ultras , i tifosi ed i cittadini della Prima Circoscrizione a recarsi a Torremaggiore per sostenere con il proprio tifo i giocatori palesini in questo difficilissimo incontro che oppone la squadra palesina alla terza in classifica nel campionato di prima categoria Girone A di Calcio.
Per tale occasione la società Libertas Palese invita tutti gli ultras , i tifosi ed i cittadini della Prima Circoscrizione a recarsi a Torremaggiore per sostenere con il proprio tifo i giocatori palesini in questo difficilissimo incontro che oppone la squadra palesina alla terza in classifica nel campionato di prima categoria Girone A di Calcio.
17 marzo 2009
AUTONOMIA :PASSEGGIANDO PER LE VIE DEL TERRITORIO
Il comitato “Insieme per l'Autonomia” organizza:
PASSEGGIANDO PER L’AUTONOMIA
GIOIOSA BICICLETTATA CULTURALE
PER LE VIE DEL NOSTRO TERRITORIO
PASSEGGIANDO PER L’AUTONOMIA
GIOIOSA BICICLETTATA CULTURALE
PER LE VIE DEL NOSTRO TERRITORIO
A Palese, domenica 22 marzo 2009
Raduno e partenza: ore 10,30 in Piazza Magrini (Chiesa San Michele)
Conclusione: ore 13,00 in Viale Del Turco, zona 167
Il percorso si snoderà lungo le seguenti vie:
Piazza Magrini, Corso Vittorio Emanuele, via Duca d’Aosta, via Nazionale, Via Fontanelle, via Spilotros, via Vincenzo Ranieri, Traversa via Nazionale 9 D, II Traversa Pizzillo, via Pizzillo, Lungomare via Tenente Massaro, Lungomare via Tenente Saverio Noviello, via Titolo, via Capitaneo, Piazza Capitaneo, Prolungamento corso Vittorio Emanuele, Viale Del Turco.
Fra Palese e Santo Spirito, domenica 29 marzo 2009
Raduno e partenza: ore 10,30 a Palese, in Piazza Magrini (Chiesa San Michele)
Conclusione: ore 13,00 a Santo Spirito, Piazza San Francesco
Il percorso si snoderà lungo le seguenti vie:
Piazza Magrini, Corso Vittorio Emanuele, via Duca d’Aosta, via Indipendenza, via Caputo, via Capitaneo, via Francesco Speranza, via Fratelli Mannarino, via Massari, via Conte Mossa, strada Catino, via delle Azalee Catino, viale Caravella Catino, direzione Santo Spirito, via Napoli, via Cap. Pansini, Lungomare Cristoforo Colombo, Piazza S. Francesco
Raduno e partenza: ore 10,30 in Piazza Magrini (Chiesa San Michele)
Conclusione: ore 13,00 in Viale Del Turco, zona 167
Il percorso si snoderà lungo le seguenti vie:
Piazza Magrini, Corso Vittorio Emanuele, via Duca d’Aosta, via Nazionale, Via Fontanelle, via Spilotros, via Vincenzo Ranieri, Traversa via Nazionale 9 D, II Traversa Pizzillo, via Pizzillo, Lungomare via Tenente Massaro, Lungomare via Tenente Saverio Noviello, via Titolo, via Capitaneo, Piazza Capitaneo, Prolungamento corso Vittorio Emanuele, Viale Del Turco.
Fra Palese e Santo Spirito, domenica 29 marzo 2009
Raduno e partenza: ore 10,30 a Palese, in Piazza Magrini (Chiesa San Michele)
Conclusione: ore 13,00 a Santo Spirito, Piazza San Francesco
Il percorso si snoderà lungo le seguenti vie:
Piazza Magrini, Corso Vittorio Emanuele, via Duca d’Aosta, via Indipendenza, via Caputo, via Capitaneo, via Francesco Speranza, via Fratelli Mannarino, via Massari, via Conte Mossa, strada Catino, via delle Azalee Catino, viale Caravella Catino, direzione Santo Spirito, via Napoli, via Cap. Pansini, Lungomare Cristoforo Colombo, Piazza S. Francesco
Sono previste brevi soste informative per illustrare, soprattutto
ai più piccoli, particolari siti ambientali e monumentali
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