1 febbraio 2010

Il Presidente Di Liso si autosospende


AL SINDACO DELLA CITTÀ DI BARI

PALESE, 1 FEBBRAIO 2010

Caro Signor Sindaco,
apprendo con vivo dolore delle pressanti richieste rivolte ai Consiglieri Regionali al fine di rinviare la proposta di delibera sull’autonomia di Palese-S.Spirito approvata all’unanimità dalla competente commissione regionale. Mi permetto di ricordarti che l’impegno sulla definitiva conclusione dell’iter procedurale in materia è stato da me assunto nel documento politico-programmatico circoscrizionale sottoscritto da tutti i partiti di centrosinistra nella scorsa campagna elettorale. Pertanto, non intendendo essere tacciato di incoerenza e inaffidabilità dai nostri elettori così generosi nei nostri confronti, confermo il mio più fermo dissenso per ogni forma di condizionamento sulla volontà sovrana del Consiglio Regionale, qualunque essa sia. Non escludo, infine, ulteriori mie iniziative volte a tutelare la mia immagine pubblica comprese le mie dimissioni, dolorose ma doverose. Pertanto, comunico che, a far presente dalla data odierna, mi sospendo da ogni attività politica, fatta eccezione per gli atti amministrativi inderogabili, fino alle determinazioni in merito del Consiglio Regionale.
Cordialmente,
Saverio Di Liso
Bravo Presidente,mostriamo a quel ciarlatano di Emiliano che a Palese -S.Spirito ci sono uomini con le palle sotto e coerenti con le loro idee.
La redazione

30 gennaio 2010

EMILIANO PINOCCHIO

Pinocchio Emiliano continua a dire bugie e menzogne alla stampa riguardo all'autonomia di Palese e S.Spirito.Dica ai cittadini cosa ha fatto per quste due frazioni negli ultimi sei anni.Ha incassato circa 100 milioni di Euro dalle tasche di cittadini delle ex-due frazioni.Dica quanti ne ha speso a favore nello stesso periodo.Lasci liberi i consiglieri regionali di esprimere il loro parere senza ricatti delle loro segreterie politiche .Questa è democrazia caro Sindaco altro che le chiacchiere o le sue subdole manovre per convincere i consiglieri del CentroSinistra a votare no e poi dopo il diniego dell'IDV di Realtà Pugliese dei moderati manovrare per un rinvio alla prossima legislatura.Questa è la democrazia per Emiliano,quel signore che sei anni fa predicava la politica dell'ascolto e che non ha mai voluto ascoltare i cittadini e nemmeno le istituzioni del territorio di Palese e S.Spirito.Il Sindaco che dopo sei mesi di letargo politico nei confronti della Città e delle periferie improvvisamente si sveglia e spara cazzate a tutto spiano e parlando di quello che ha fatto per Palese e S.Spirito,cioè nulla se si esclude una scuola materna in via Ranieri.Ma se non è nemmeno riuscito a fare il campo di erba sintetica a Palese(vero consigliere Maiorano) e prende in giro per il project-financing per un nuovo polisportivo da 5 milioni di Euro da realizzarsi dai privati.E poi come la mettiamo con la fogna nera ed il gas che mancano ancora in alcune vie? E poi un lungo elenco di inefficienze non note al Sindaco ed a Maiorano ma a conoscenza di tantissimi cittadini.
Per questo i cittadini di Palese-S.Spirito confidano nella indipendenza decisionale di tutti i consiglieri regionali che lungi dalle lusingue di Emilano o dei suoi lacchè politici affincè si esprimano favorevolmente all'autonomia del Comune di PAlese-S.Spirito e tengano sempre presente un concetto di alta valenza democratica " In democrazia conta chi vota"

28 gennaio 2010

La Poli Bortone ha sbagliato

Egregia Signora,molti di centrodestra tifavano per lei, il grande Berlusconi aveva trovato la soluzione,un passo indietro per lei e Palese e lei ha risposto picche : ha sbagliato e di brutto .Con la sua decisione si potrebbe rischiare di consegnare la Puglia di nuovo alla Sinistra. Saremmo felici di vedere od ascoltare le vere ragioni del suo diniego insensato e riprorevole.

27 gennaio 2010

Caro Fitto noi vogliamo vincere,basta con le imposizioni!

L'INTERVISTA - Poli Bortone: «Promossa dai sondaggi, in campo per vincere»
di NINNI PERCHIAZZI

BARI - «Io sono in campo per vincere non per far perdere qualcuno: chi dice il contrario ha una visione molto angusta della politica». Adriana Poli Bor tone, senatrice, già ministro e sindaco di Lecce, affronta la nuova avventura delle elezioni regionali sfidando i colossi Pd e Pdl, Nichi Vendola e Rocco Palese, col suo movimento Io Sud e con l’ausilio dell’Udc di Casini (a cui potrebbe affiancarsi un movimento di «donne protagoniste», con una lista tutta al femminile).

Come nasce la sua candidatura in «semi» solitaria? Con l'Udc abbiamo già fatto un percorso insieme, io sono nel gruppo misto dove c'è anche l'Udc. L’Udc aveva detto in maniera chiara e leale che attendeva l’esito delle primarie del Pd, io avevo scelto di dialogare con Pdl perchè pensavo che si volesse allargare anche a tematiche vicine al Sud, care a Berlusconi. Se non ci fosse stata questa fretta da parte del Pdl di chiudere prima, probabilmente si sarebbe potuto fare un discorso anche alla luce dell’esito delle primarie del Pd, ma evidentemente, come dice giustamente Casini, il Pdl ha un delirio di autosufficienza ed è uscito un nome di stretta osservanza del ministro.

Ha incontrato Berlusconi. Cosa le ha detto? Ho sincera stima e affetto per il presidente che si è comportato da persona leale e perbene. Voleva che fossi io la candidata del Pdl, mi conosce da tempo. Gli altri, invece, localmente non mi pare che facciano gli interessi dell’area moderata.

A chi si riferisce? Al ministro Fitto e a una parte del Pdl che ha siglato un brutto documento (parlamentari e consiglieri regionali dell’ex An hanno definito “illogica e inaccettabile” la sua candidatura, ndr) non smentito da nessuno dei vertici del Pdl. E' difficile dialogare quando ci si trova di fronte ad un documento di questo genere. Non me lo aspettavo per stile, contenuti e perché pensavo che venissero da una tradizione di destra in cui si rispettano persone, dignità, rapporti civili e amicizia. Invece col restringimento degli spazi per An, prevalgono egoismi e provincialismi: non credo che li farà andare molto avanti.

Si attendeva scelte diverse? Una parte del Pdl ha voluto dare una accelerazione alle cose ufficializzando il nome di Palese pochi minuti prima dell’esito delle primarie del centrosinistra, dimostrando così di volere restare solo nell’ambito dei propri amici. Erano tre mesi che si parlava di un accordo col Pdl, poi alcuni del Pdl che hanno inteso mettere i nomi sotto un documento, si sono assunti la responsabilità di questa scelta.

Diceva del «ministro». È stato Fitto a non volerla? Di certo il ministro ha preferito un uomo suo una donna pensante. Non mi hanno voluto i locali, proprio la componente An che teme il restringimento degli spazi di An.

La sua candidatura sembrerebbe avvantaggiare Vendola. Gli esperti 5 anni fa davano Fitto vincente su Vendola. Così non è stato.

È stato difficile andare da sola? Avevamo un sodalizio già in piedi quindi non è stato difficile decidere. A sinistra hanno avuto il buonsenso di fare le primarie, a destra pensavo che ci si potesse affidare ai sondaggi. La mia candidatura è stata frutto di una specie di primarie fatte con la società pugliese perchè ci sono stati tanti sondaggi, come quello della Gazzetta, che mi hanno dato sempre vincente sugli altri candidati. E poi i pugliesi che si vedono imposti il candidato messo lì 5 minuti prima della chiusura delle primarie del Pd, non credo siano subito disponibili a votarlo.

Si confronta col presidente uscente e con il capo delle opposizioni in consiglio regionale. Li affronterò coi contenuti di programma e col mio forte spirito identitario meridionale. E col favor che i pugliesi che hanno superato persino i pregiudizi sulla mia leccesità. Per gli amici di Bari io sono “la pugliese”. È una cosa molto bella.

Che campagna elettorale sarà? Onesta e fatta di contenuti. Faremo una campagna elettorale giusta per una regione povera. Bisogna essere realistici e onesti intellettualmente: non dobbiamo dire che Vendola ha fatto tutto male solo perchè la pensa in modo diverso da noi. Cercheremo di prendere le cose buone che sono state fatte e di enucleare le criticità, quello che non è stato fatto e proporremo le nostre idee.

Con l’Udc ha parlato di programmi? Da tre mesi lavoriamo sul programma, che ora rivedremo con l’Udc, decidendo le priorità.

Ha pensato che se arriva terza resta con un pugno di mosche? Questo sarà un tema della campagna elettorale del Pdl, ma non siamo un vaso di coccio tra vasi di ferro. Siamo tre soggetti rispettabili con le proprie idee. Partiamo tutti dalla stessa base. E poi in Puglia c’è il voto disgiunto: punto molto su tale elemento e sulla libertà di pensiero dei pugliesi.

23 gennaio 2010

Comune Autonomo Palese-S.Spirito altro punto a favore

LA settima commissione consigliare della Regione Puglia ha votato all'unanimità per la nascita dei nuovi comuni di Palese-Spirito e di Carbonara-Ceglie-Loseto, la parola a questo punto passa al Consiglio Regionale per la parte finale.

22 gennaio 2010

Romita? Ma non è possibile perdere di nuovo le elezioni!!!

Ecco alcuni commenti di lettori della Gazzetta del Mezzogiorno.Berlusconi sta sbagliando ed i nostri politici locali tacciono,prepariamoci ad un'altra debacle.
Luigi, Galtina 22-01-2010 10:01

Ma veramente nel pdl abbiamo bisogno di una candidatura esterna?
Con Romita si rischia di perdere...l'alternativa vera ad una classe dirigente, come quella del pdl, che negli ultimi anni ha perso molte competizioni è ADRIANA POLIBORTONE. solo con lei possiamo vincere, altrimenti prepariamoci a 5 altri anni di vendola!!!
Forza ADRIANA!!!


maria vella, vico 22-01-2010 10:00

Amoruso, tu e Mantovano sarete i soli responsabili della inevitabile sconfitta.




Michele, Toritto 22-01-2010 09:59

Non abbiamo bisogno di esponenti della societa' civile.L'obiettivo e' quello di vincere le elezioni per cancellare cinque anni di malgoverno delle sinistre in Puglia.Berlusconi ed il Pdl trovino un'intesa attorno al nome di un politico meridionale carismatico,esperto,capace!


Angelo, Molfetta 22-01-2010 09:46

Mi spiace davvero constatare l'incapacità del gruppo dirigente pugliese del PDL a quadrare il cerchio su una candidatura così decisiva per le sorti della Regione Puglia, anche in prospettiva nazionale. La mia idea è quella che l'attuale dirigenza (Fitto, Amoruso, Di Staso) certamente non è all'altezza del compito loro affidato e ciò è dimostrato dalla loro incapacità a leggere il territorio, ad ascoltare l'elettorato. Chi riesce a perdere la Regione Puglia e il Comune di Bari (e tante altre elezioni locali) e, di contro, continua a riscaldare minestre già decotte che titolo può avere a porre veti? Berlusconi, per favore, toglici di torno questi perdenti ed incapaci!


Cesare, Bari 22-01-2010 09:23

Berlusconi considera gli elettori pugliesi alla stregua di beoti con l'anello al naso che votano qualcuno solo perchè "è conosciuto". A questo punto poteva anche pensare a "Mister Bottom" oppure al "Gabibbo"! CHE DELUSIONE....


giuseppe 22-01-2010 08:38

Non continuate a disquisire su questo o quel candidato tanto domani c'e ne saranno altri,non fate i sapientoni,voi servite solo per mettere la croce sul simbolo.Se siamo italiani ci sarà un motivo se l'europa ci ride dietro ci sarà un motivo.Nel ricordarvi che non è obbligatorio votare,aggiungo un consiglio agli ultrà di Berlusconi che non vedere il grande fratello o uomini e donne o domenica 5 aiuta anche a usare meglio il cervello ed a non fare come le pecore.

nino solimando, foggia 22-01-2010 08:29

I responsabili dei veti incrociati ce li ricorderemo bene nelle urne. Perdere così è vergognoso.




Carlo P., Bari 22-01-2010 07:51

O Romita o Dambruoso, ma basta coi politicanti indigeni !!!
E basta alle loro clientele !!




Sabino, Canosa 22-01-2010 00:41

Non è possibile che per colpa di pochi nostalgici (ex AN) incapaci di avere un ruolo all'interno della PDL si debba compromettere l'esito delle elezioni regionali. Qui non sono i partiti di centro destra, ma è il popolo di centro destra che VUOLE ASSOLUTAMENTE ADRIANA POLI BORTONE PRESIDENTE, l'unica (ex AN) ad aver creato un movimento per la Puglia e per il SUD, l'unica ad avere un PROGRAMMA PER LA PUGLIA.
VIA L'ORGOGLIO, non lasciamo la Puglia nelle mani di chi ci ha finora mal governato. E comunque decida la PDL, il VERO POPOLO DELLE LIBERTA' (cioè la gente) VOTERA' COMUNQUE POLI BORTONE PRESIDENTE. VIVA LA PUGLIA!!!!
Marco 21-01-2010 23:46

è da dieci giorni che la gazzetta del mezzogiorno propone sondaggi sul candidato presidente preferito...sempre diversi ma tutti accomunati dalla vittoria della senatrice Adriana Poli Bortone...basta candidature calate dall'alto! I pugliesi, nella grande maggioranza, sono con ADRIANA POLI BORTONE!

21 gennaio 2010

Ed ancora........sempre Poli Bortone 21/01/ 2010

Si moltiplicano i candidati potenziali del Pdl per le Regionali in Puglia. Chi sceglieresti nella rosa di nomi che circolano?
Risultati del sondaggio

Stefano Dambruoso 6.13%
Alfredo Mantovano 17.38%
Rocco Palese 8.36%
Adriana Poli Bortone 57.61%
Attilio Romita 10.52%

Totale Voti 1663

19 gennaio 2010

E come se non bastasse..ecco un altro sondaggio

Sondaggio GAzzetta del Mezzogiorno
primarie
18-01-2010

Chi sceglieresti tra i due candidati potenziali del Centrodestra per le primarie alle prossime Regionali in Puglia?
Risultati del sondaggio

Alfredo Mantovano
43.51%
Adriana Poli Bortone
56.49%
Totale Voti 3388

11 gennaio 2010

Non facciamo gli errori del passato

Cinque anni fa per alcuni veti di una parte di AN il centrodestra uscì sconfitto dal confronto elettorale con il centrosinistra alle elezioni regionali. Oggi ci risiamo per una pignoleria “politica” del signor MANTOVANO si rischia di fare fuori una candidata con le p….lle ,una Margareth Thacther nostrana, l’ex-ministro Poli Bortone.Invitiamo tutti i lettori a vedere il sondaggio della Gazzetta del Mezzogiorno che oggi (11/01/2010) dà alla Poli Bortone un 46 per centro circa rispetto al secondo Palese (25%) Antonio di Staso (17 %) e Dambruoso (13%). Fitto & C. non fate l’errore passato,non consegniamo la Regione al Centrosinistra .
Cari Lettori esprimete il vostro parere

4 gennaio 2010

PARLA IL PRESIDENTE DELLA CIRCOSCRIZIONE

Cari amici,ho ritenuto di non tormentarvi in prossimità delle feste natalizie con letterine augurali, anche perché abbiamo vissuto momenti politicamente davvero tristi, sui quali al momento evito ogni commento.Ora che lo scenario si va chiarendo (almeno lo speriamo), possiamo ritagliarci del tempo per confrontarci su quanto ci aspetta nei prossimi mesi.A fronte delle novità devastanti della Finanziaria in rapporto alla vita delle circoscrizioni (vedasi allegato), abbiamo il dovere di dire la nostra.E' vero che le istituzioni circoscrizionali (specificamente gli organismi rappresentativi) erano/sono diventate, in buona sostanza, dei centri di costo senza una fattiva capacità di risposta ai bisogni delle comunità rappresentate (se non in termini davvero minimi); ed è pure vero che talvolta si è abusato del potere di mediazione (verso gli organi centrali: assessori, consiglieri comunali ecc.) dei consiglieri o della maggioranza circoscrizionale di turno per coltivare il proprio "ortus conclusus" (elettorato e quant'altro) senza una visione politica globale e prospettica sulle possibilità di sviluppo dei nostri quartieri.E tuttavia, le circoscrizioni fungevano/fungono da baluardo della cittadinanza attiva e della società civile. La loro funzione, nelle intenzioni di chi le istituì, era quello del decentramento delle funzioni (alias: attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà) e quello della partecipazione democratica dei cittadini. Senza le circoscrizioni a chi sarà demandata la rappresentanza sul territorio? Se già ora, con tanto di consiglio e consiglieri circoscrizionali, annaspiamo in modo inconcludente rivolgendoci ora a questo ora a qull'altro "referente", che ne sarà delle nostre apettative quando non ci sarà più un organismo rappresentativo in loco ma solo partiti (e che partiti! Perdonatemi l'affondo).Forse bisognava sommessamente suggerire al Governo e alla maggioranza (ma qualcuno l'ha fatto?) che, ai fini della riduzione delle spese circoscrizionali, poteva/può bastare l'ABOLIZIONE DEI GETTONI DI PRESENZA E DELLE INDENNITA.D'alta parte, a noi di Palese e Santo Spirito, ora che ci aspetta (a fine mandato) la probabile definitiva conclusione dell'esperienza delle circoscrizioni (se l'art. 2 comma 186 della Legge Finanziaria verrà reiterato oltre il triennio 2010-2012), resta aperta ancora un'altra strada, sempre che il Consiglio Regionale Pugliese non volga la testa altrove.Ad ogni buon conto, sia che si vada verso il nulla (amministrativo), sia che si proceda verso il comune autonomo, non dobbiamo rimanere inerti nel tempo che ci rimane. La stella polare del nostro programma circoscrizionale è la partecipazione dei cittadini. Da soli non possiamo fare molto. Impegniamoci a dare spazio ai cittadini (le consulte non possono più aspettare) e a rendere più trasparenti i nostri comportamente politici e amministrativi.un caro saluto e, ora sì, buon anno a tutti.Erio Di Liso
Caro Presidente nel silenzio assordante di una maggioranza al Comune in attesa di ordini del padrone Emiliano le tue parole consolano tutti i cittadini innamorati del proprio territorio e che vogliono renderlo più bello più a misura d'uomo.Un territorio abbandonato da anni dagli amministratori comunali e proprio per questo migliaia di cittadini hanno chiesto e chiedono l'istituzione del Comune autonomo,tanto ad Emiliano & C. non gli frega più di tanto dei loro problemi.Senza le circoscrizioni a chi sarà demandata la rappresentanza sul territorio? La risposta dovrebbe fornirla il Consigliere Comunale Massimo Maiorano e tutti quelli che la pensano come lui.

15 dicembre 2009

Solidarietà di Vendola

LA SOLIDARIETÀ DEL GOVERNATORE PUGLIESE «SONO RIMASTO PROFONDAMENTE UMILIATO E COLPITO»
Vendola: «Quel volto insanguinato per me è stato insopportabile, merita un abbraccio» «L'immagine del volto insanguinato di Silvio Berlusconi è stata per me insopportabile. Sono rimasto profondamente umiliato. Volevo abbracciarlo. Chi veste i panni della vittima deve avere sempre la solidarietà delle persone per bene», commenta il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commentando quanto avvenuto a Milano. «Quell’immagine macchiata di sangue sia un icona della nostra sconfitta che umilia tutti. Restituisce a Berlusconi – ha detto Ven dola – tutta intera la sua umanità, e chiede a noi, senza tergiversare, semplicemente di esprimere una solidarietà piena. Chiunque è colpito gratuitamente, ingiustamente, chiunque è offeso, anche nella propria integrità psico-fisica merita l’abbraccio senza esitazione, pieno e totale. Io vorrei dire che mi sento molto solidale con il presidente Berlusconi».
«Ovviamente – ha aggiunto – non penso che questo sia la conseguenza di qualcosa, però questo episodio di vio lenza in qualche maniera mette l’Italia di fronte allo specchio. Molti devono riflettere su che cosa accade quando si spinge la personalizzazione della contesa fino a immaginare che il conflitto sia davvero molto simile a un ring del pugilato».
«Noi – ha sostenuto Vendola – abbiamo bisogno di mettere al centro il rispetto della dignità di tutte le persone. Mi pare che così possiamo attraversare un momento molto difficile, molto doloroso della vita nazionale»
GDM 14 12 2009

CEI :clima da svelenire

L’ultimo appello in ordine di tempo era giunto poco più di un mese fa. Era il 9 novembre e davanti all’Assemblea generale dei vescovi riunita ad As­sisi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ricordava l’urgenza di « svelenire il clima ge­nerale » e auspicava una « sorta di disarmo» della politica. Parole che trovano puntuale conferma anche nel comunicato con cui, domeni­ca sera, subito dopo l’aggressione al premier, la Cei ha stigmatizza­to l’ « episodio di singolare ed ese­crabile gravità» . « Mentre espri­miamo sincera vicinanza al Presi­dente Berlusconi – si legge, infat­ti, nella nota – auspichiamo per il nostro Paese un clima culturale più sereno e rispettoso al fine di realizzare nella coesione sociale e nella responsabilità politica il be­ne di tutti e di ciascuno » . La voce della Conferenza episco­pale italiana non è stata del resto l’unica a levarsi, nell’ambito del mondo cattolico, per condannare l’accaduto e invitare ad abbassa­re i toni del dibattito. Anche di­verse associazioni, gruppi e mo­vimenti ecclesiali si sono espres­se in tal senso. E tutto ciò appare perfettamente in linea con i ripe­tuti appelli alla moderazione e al rispetto reciproco che i vertici del­la Chiesa italiana vanno ripeten­do già da qualche anno. Anche sotto questo profilo, infat­ti, la successione tra i cardinali An­gelo Bagnasco e Camillo Ruini, nel ruolo di presidente della Cei, è av­venuto in significativa continuità. E anche l’arcivescovo di Genova ha più volte esternato, nelle sue prolusioni, la preoccupazione del­l’episcopato italiano per il pro­gressivo innalzamento della con­flittualità tra gli schieramenti po­litici. Solo per limitarsi all’ultimo anno, basta rileggere i discorsi con cui il porporato ha aperto il Con­siglio permanente di settembre e la già ricordata assemblea gene­rale di novembre. Nella prima occasione Bagnasco sottolineava: « Questa Italia ci ap­pare ciclicamente attraversata da un malessere tanto tenace quan­to misterioso, che non la fa essere talora una nazione serena e del tutto pacificata al proprio interno, perché attraversata da contrap­posizioni radicali e da risenti­menti » .
La «nostra patria, invece, chiede a tutti e a ciascuno un sup­plemento di amore » . Un amore « capace, nel discernimento sa­piente, di inglobare pure le ragio­ni diverse dalle proprie, rinun­ciando innanzitutto alla polemi­ca pur di raggiungere un consen­so sulla verità più generale». Di qui l’invito a « tutti – singoli, gruppi, i­stituzioni – a guardare avanti, a far tesoro dell’esperienza con una ca­pacità di autocritica che sia in gra­do di superare un clima di tensio­ne diffusa e di contrapposizione permanente che fa solo male alla società. È urgente e necessario per tutti e per ciascuno guadagnare in serenità. Questo oggi il Paese do­manda con più insistenza » . Neanche due mesi dopo il cardi­nale ritornava sulla questione con nuove e più pressanti argomenta­zioni. Notava innanzitutto che « si registra un’aria di sistematica e pregiudiziale contrapposizione, che talora induce a ipotizzare qua­si degli atteggiamenti di odio » . E chiedeva « una decisa e radicale svolta tanto nelle parole quanto nei comportamenti » . « È necessa­rio e urgente – aggiungeva – sve­lenire il clima generale, perché da una conflittualità sistematica, per­seguita con ogni mezzo e a qua­lunque costo, si passi subito ad un confronto leale per il bene dei cit­tadini e del Paese intero. Davvero ci piacerebbe che, nel riconosci­mento di una sana – per quanto vivace – dialettica, si arrivasse ad una sorta di disarmo rispetto alla prassi più bellicosa, che è anche la più inconcludente » .

26 novembre 2009

La circoscrizione invita Bari a dare parere favorevole


Il consiglio invita il Comune a dare parere favorevole e la maggioranza si spacca
( Il consigliere De Stasio chiede le dimissioni del Presidente)
Sull’autonomia si spacca la maggioranza del centro-sinistra e il consigliere De Stasio(PD) chiede ufficialmente le dimissioni del Presidente Di Liso. E’ successo di tutto al consiglio della Prima Circoscrizione nella seduta del 25 Novembre 2009 ,l’ordine del giorno fra i vari punti prevedeva un ordine del giorno sul procedimento per istituzione comune autonomo. In sostanza si doveva deliberare un sollecito al Comune di Bari per esprimere il parere di competenza ed in tale senso era stata predisposta dalla commissione competente una delibera ad hoc. A sorpresa il centrodestra ha presentato un emendamento in cui si chiedeva al consiglio comunale di esprimere il parere ma in senso favorevole .L’emendamento ha messo a nudo le differenze di pensiero che esistono nella maggioranza di Centro-Sinistra in merito al problema dell’autonomia. Paolo Di Lauro(Realtà Pugliese) ha dichiarato che per coerenza e convinzione personale sul tema,avrebbe votato a favore dell’emendamento del centro-Destra dell’autonomia, sulla stessa linea il consigliere Mimmo Lomazzo(IDV) coerente con la linea politica del suo partito e convinto sostenitore del progetto autonomistico .Autorevole anche il Si all’emendamento da parte del Vice-Presidente della circoscrizione,Gianni Moretti(UDC).Duro invece l’intervento del consigliere Antonio De Stasio(PD) favorevole alla Città Metropolitana,secondo De Stasio il referendum doveva raggiungere un quorum per essere valido(ndr il referendum era solo consultivo).L’opposizione a suo parere avendo trovato una crepa nella coalizione di Centro-Sinistra era riuscita ad incassare il parere favorevole di alcuni membri che ne facevano parte.Poi ,subito dopo,ha sferrato un duro attacco al Presidente della Circoscrizione reo secondo lui di non rispettare alcuni patti “politici” che favorirono la sua candidatura .Colpevole ,sempre Di Liso, della divulgazione alla stampa di una lettera in cui si pronunciava positivamente sulle ragioni dei promotori del referendum riguardo al parere obbligatorio e non vincolante del Comune. Per questo,unico nel PD,ha chiesto ufficialmente le dimissioni del Presidente. A questo punto è risultato provvidenziale l’intervento del capogruppo PD Michelangelo Cavone.che, ottenuta una sospensione di cinque,minuti, al rientro in aula ha dichiarato che il gruppo del PD si sarebbe astenuto sull’emendamento,spiegandone le ragioni, e che ,pur in presenza di diversità di vedute sul tema nelle varie anime del Centro Sinistra, la coalizione era coesa e avrebbe governato per 5 anni; concorde con Cavone anche Nicola De Gennaro(L.E.) Per Pasquale Sasanelli(PDL) l’approvazione dell’emendamento avrebbe rappresentato un segnale forte nei confronti dell’amministrazione comunale ,per Antonio Limongelli(Simeone) il parere dei neo-consiglieri sull’Autonomia era un atto dovuto rispetto ai pareri già espressi negli anni passati dai vecchi consiglieri .Sono seguiti altri interventi da parte di tutti i consiglieri del Centro Destra e Centro-Sinistra relativi alle proprie posizioni politiche e/o convinzioni personali.In particolare Piscopo ha di nuovo stigmatizzato l’assurdità di convocare i consigli alle 12 di mattina,in questo modo si allontanano i cittadini dalla partecipazione alle sedute. In sede di dichiarazione di voto,Cavone (PD)ha precisato che con l’astensione si è voluto mandare un messaggio chiaro all’Amministrazione perché segua con più attenzione le vicende locali,per contare di più come Circoscrizione ed ha ribadito il disaccordo sull’emendamento del centrodestra. Subito dopo, la delibera con l’emendamento è stata approvata con i voti del PDL,Lista Simeone,Realtà Pugliese, UDC e IDV , si sono astenuti il PD e la Lista Emiliano mentre al momento del voto il consigliere De Stasio si è allontanato dall’aula. Alcuni cittadini, commentando l’esito del voto, hanno auspicato che anche in consiglio comunale, per coerenza politica, dovrebbe scaturire lo stesso esito quando si discuterà del parere sul comune autonomo il 30 Novembre 2009 . Poco prima, tra molte polemiche era stato approvato il progetto per due rampe di accesso al mare a Palese ed a Santo Spirito che ha registrato fra l’altro,un contributo sostanziale e prettamente tecnico da parte del Direttore della Circoscrizione Ing.Vito Nitti,un intervento salutare che ha favorito l’approvazione della delibera dopo circa 2 ore di discussione,approvata pure l’istituzione di mostre occasionali natalizie. Prima dell’inizio del Consiglio, l’assemblea circoscrizionale ha festeggiato un concittadino militare,Aiuola Alessio, rientrato dalla missione in Afghanistan distintosi particolarmente per professionalità e rendimento nell’esercizio del suo dovere. Limongelli (Lista Simeone) a nome di tutto il consiglio ha ringraziato Aiuola , il suo impegno in favore della Libertà in un paese Estero ha reso onore a tutti i concittadini della Prima circoscrizione. La cerimonia si è conclusa con la consegna di un attestato al militare da parte del Presidente della Circoscrizione Erio Di Liso.
Gaetano Macina

21 novembre 2009

La Guerra dell'acqua e la sfida della politica

Il punto di Marco Cobianchi(Da E-Polis)
Mettiamoci d'accordo.non si può tuonare contro l'invadenza dei politici nella gestione dei servizi pubblici e non volere l'ingresso dei privati. Non ci si può scandalizzare che le tubature idriche perdano il 30% 0 40 o 50%, nessuno lo sa dell'acqua che trasportano e chiedere contemporaneamente che i comuni abbiano i bilanci in ordine ma che investano anche nel miglioramento strutturale della rete. Non si può avere sial'uno che l'altro. Occorre fare una scelta. O si accetta l'andazzo attuale, fatto di sprechi al limite dell'immoralità,di cordate di politici di seconda scelta che gestiscono si fa per dire i beni dei comuni e delle regioni, o si decide che l'acqua è un bene che ha un valore perché è una risorsa scarsa e proprio per questo va gestita con competenza e professionalità. I comuni che sono in grado di esprimere questa professionalità possono continuare a farlo come è stabilito nel decreto votato due giorni fa tutti gli altri, invece, possono aprire ai privati per una quota minima del 40%. La critica a questa impostazione fa perno sulla retorica del bene pubblico che, quindi, deve essere di proprietà pubblica. Questa è ideologia. Un bene pubblico può essere gestito da privati in regime di concessione con risultati migliori di quelli che produce il pubblico. E sono i risultati ciò che conta, non la proprietà.
Piuttosto il decreto Ronchi presenta un difetto e si espone ad un rischio. Il difetto principale è quello di immaginare un mondo perfetto nel quale il pubblico il Comune e il privato che può essere anche una multinazionale vadano d'amore e d'accordo in una società che fornisce servizi ai cittadini. Questa convivenza sarà molto difficile. Sarebbe stato meglio prendere una decisione netta e obbligare la vendita del 100% delle società di gestione ai privati e parallelamente creare un sistema di controllo e regolamentazione(che è previsto che sia definito entro l'anno con poteri formidabili, in grado di spezzare le gambe alle società beccate a non rispettare i termini del servizio in quanto a prezzi, qualità e investimenti. Il rischio è quello che, appunto, il regolatore non abbia l'autorevolezza e i poteri occorrono entrambi per impedire che, soprattutto al Sud, le società di gestione non vengano inquinate da possibili infiltrazioni malavitose. Insomma: la vera sfida è nel campo di gioco della politica, non dell'economia.
Commento della redazione
A fronte di queste realistiche e argomentazioni il Governatore Vendola ha commentato il provvedimento del Governo sull'acqua con delle farneticazioni poetiche "
«Approvare un decreto sulla privatizzazione dell'acqua attraverso il voto di fiducia è una vergogna istituzionale e un crimine contro l'umanità. Spacciare per concorrenza di mercato quello che è un vero e proprio furto del diritto alla vita è un'ignominia assolutamente inaccettabile»

Un cittadino anonimo gli ha risposto:" Ma và a cagare,che di stronzate ne hai detto fin troppe"

16 novembre 2009

Cassazione: si alla libera interpretazione della legge ma non si può sconfinare nell'anarchia

Occupandosi del caso di un pubblico ministero ammonito dal CSM per essersi occupato del caso di un minorenne con negligenza grave e inescusabile, le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno messo un freno ai comportamenti anarchici di alcune toghe. In particolare hanno evidenziato che "l'interpretazione delle norme non puo' costituire un alibi" da parte dei magistrati "per tenere comportamenti anarchici". I magistrati, in sostanza, sono liberi di interpretare le norme di diritto , ma devono farlo "nel rispetto dei ruoli e dell'organizzazione dell'ufficio di appartenenza, oltre che delle piu' elementari regole di procedura, che servono a garantire una gestione trasparente del ruolo di ciascuno senza invasioni di campo". Gli Ermellini hanno così confermato una sanzione disciplinare dell'ammonimento per la violazione del "dovere di esercitare le fuzioni con imparzialita', diligenza ed equilibrio nel rispetto della dignita' delle persone", inflitta al pm, incolpato "di avere adottato, nel giorno di Natale del 2006, un provvedimento abnorme con il quale ordinava ai carabinieri del pronto intervento di recarsi immediatamente presso l'abitazione della madre di due minorenni di 11 e 10 anni, e di prelevare forzosamente gli stessi consegnandoli al padre". Si tratta, spiegano i giudici della Corte, di una iniziativa che assunta "al di fuori di qualsiasi potere attribuito dalla legge al pm e nonostante la pendenza presso il Tribunale per i minorenni di un regolare procedimento nel corso del quale il giudice aveva disposto l'affidamento dei minori al servizio sociale".